VENEZIA. «Non si può dire che Venezia rischi l'uscita da patrimonio dell'Unesco». Lo special advisor presso il segretariato Generale dell'Unesco Mounir Bouchenaki calma le acque dopo il convegno di due settimane fa sulla salvaguardia della città all' Istituto Veneto, dove il rappresentante dell'Unesco Philippe Pypaert aveva annunciato il bollino rosso a Venezia puntando il dito contro lo tzunami del turismo, l'insufficienza delle opere di salvaguardia e l'assenza di pianificazione. Bouchenaki ieri è intervenuto a Palazzo Ducale per la presentazione del Cultural Heritage Rescue Prize, un premio promosso dall'associazione Priorità Cultura presieduta da Francesco Rutelli e dal Consiglio d'Europa. Ha spiegato che finora solo due siti sono stati tolti dal patrimonio Unesco, cioè la valle dell'Elba a Dresda e un sito naturale in Oman. E che il processo di uscita dalla lista è lungo e difficile. «I problemi vengono segnalati all'Unesco ha detto Bouchenaki -l'Unesco stila un rapporto, lo presenta al comitato del patrimonio mondiale e poi apre una discussione con il paese interessato per trovare una soluzione. Poi se non c'è risposta si segnala il sito come in pericolo, ma è difficile si arrivi all'uscita». La città insomma è ancora ben lontana dall'essere depennata, anche perché, ha sottolineato Bouchenaki, «c'è una storia importante sulla conservazione di Venezia con grandi successi a partire da quelli ottenuti dall'Italia dopo l'alluvione del 1966, ma anche dagli interventi dei comitati privati». Ieri il premio di 10 mila euro è stato assegnato a Maamoun Abdulkarim, professore di archeologia all'università di Damasco e direttore generale dei musei siriani, impegnato a proteggere il patrimonio dalle recenti distruzioni per mano del califfato. «Dedico questo riconoscimento ai 2500 membri della direzione musei ha detto Maamoun Abdulkarim i quali credono che la volontà di difendere il patrimonio sia importante per salvaguardare l'identità nazionale di tutti i siriani». Rutelli ha spiegato che «l'Isis sta dando vere e proprie licenze di sfruttamento delle aree archeologiche per saccheggiarle e vendere i pezzi per finanziare la guerra». Il ministro della Cultura Dario Franceschini ha lanciato l' idea di istituire una sorta di caschi blu della cultura, e in più «oltre a rafforzare strumenti di contrasto, bisogna prevedere nell'ordinamento internazionale questi crimini come crimini contro l'umanità». Questa era solo la prima edizione del Cultural Heritage Rescue Prize. «Vogliamo radicarlo a Venezia dice il direttore della sede veneziana del Consiglio d'Europa Alberto d'Alessandro perché è la città simbolo della cultura e dei diritti umani». Nella sala dello Scrutinio di Palazzo Ducale è stata inaugurata la mostra «Per il bene della pace Il lungo cammino verso l'Europa», organizzata da Musei Civici e Archivio di Stato.
Unesco frena sul bollino rosso. Venezia non rischia di uscire
Il rappresentante dell'Unesco Philippe Pypaert ha annunciato il bollino rosso a Venezia per la salvaguardia della città, a causa dello tsunami del turismo, l'insufficienza delle opere di salvaguardia e l'assenza di pianificazione. Mounir Bouchenaki, special advisor presso il segretariato Generale dell'Unesco, ha calmati le acque intervenendo a Palazzo Ducale per la presentazione del Cultural Heritage Rescue Prize. Bouchenaki ha spiegato che il processo di uscita dalla lista Unesco è lungo e difficile, e che solo due siti sono stati tolti dal patrimonio Unesco.
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