Parlando di «una sfida da vincere», il ministro dei beni e delle attività culturali Dario Franceschini si è speso pubblicamente per Taranto. Lo ha fatto a Bologna, intervenendo ad un incontro del Pd nel quale il punto cardinale è stato il turismo. Rispondendo a una domanda sull'attuabilità di quei processi che cambiano le vocazioni di un territorio, Franceschini ha parlato della sua scommessa. Preambolo: la resurrezione di Torino. «Si è sempre ipotizzato - ha premesso il ministro - che con il declino della città industriale, costruita e cresciuta attorno alla Fiat, la città dovesse svuotarsi della sua identità e perdere posti di lavoro. Investendo sul sapere, Torino è diventata la realtà dalla maggiore attrattiva per il turismo culturale nel nostro Paese. La stessa sfida vorrei che venisse vinta a Taranto. Perché Taranto è il Sud. Perché è una città industriale marchiata con il timbro dell'Ilva. Perché Taranto ha uno straordinario patrimonio storico». Torino il modello per far rinascere Taranto. E il progetto di city branding Taranto la città spartana pretesto sul quale congegnare una graduale riconversione. Parlando di «una sfida da vincere», il ministro dei beni e delle attività culturali Dario Franceschini si è speso pubblicamente per la città ionica. Lo ha fatto a Bologna, intervenendo ad un incontro del Pd nel quale il punto cardinale è stato il turismo con i suoi condotti di sviluppo. Parlando per linee generali del patrimonio storico e artistico, il rappresentante del governo Renzi ha sottolineato come l'Italia sia «una grande superficie di pepite d'oro di fronte alla quale molti girano la testa». Rispondendo invece a una domanda sull'attuabilità di quei processi che cambiano le vocazioni di un territorio, Franceschini ha colto la palla al balzo per accennare alla sua nuova scommessa. Preambolo: la resurrezione di Torino. «Si è sempre ipotizzato - ha premesso il ministro - che con il declino della città industriale, costruita e cresciuta attorno alla Fiat, la città dovesse svuotarsi della sua identità e perdere migliaia di posti di lavoro. Investendo sul sapere, organizzando eventi e manifestazioni di superbo livello, Torino è invece diventata la realtà dalla maggiore attrattiva per il turismo culturale nel nostro Paese. I numeri dicono questo. La stessa sfida vorrei che venisse vinta a Taranto. Perché Taranto è il Sud. Perché Taranto è una città industriale marchiata con il timbro dell'Ilva. Perché Taranto - ha chiosato l'ex segretario Pd - ha uno straordinario patrimonio storico». Spontaneo il riferimento al MarTa, uno dei musei archeologici di maggiore fama tra gli studiosi di tutto il mondo ma che non trova riscontro sulle mappe turistiche. «Non ci sono visitatori in quelle magnifiche sale - ha continuato Franceschini - non c'è nessun turista che sia mosso dalla curiosità di organizzare un viaggio per conoscere Taranto. Eppure lì c'è una realtà che vuole voltare pagina e affrancarsi dall'immagine negativa legata all'Ilva». E c'è un lavoro, approntato dal movimento degli Artisti Uniti e coordinato da Marco De Bartolomeo, che ambisce a riesumare l'anagrafe spartana e calamitare in riva ai due mari gli appassionati di un'epopea che solo su Google genera 35 milioni di pagine. «Esiste un gruppo di giovani - ha chiosato il ministro - che ha prodotto un disegno di città meritevole di considerazione». E che, grazie all'iniziativa dell'eurodeputata grillina Rosa D'Amato, è stato portato anche all'attenzione del Parlamento europeo.