Aveva paura per i suoi figli, tanto che decise che non bastavano più i due rifugi antiaerei ricavati dalle due cantine, usate dalla famiglia Torlonia per conservare il vino, create sotto un laghetto artificiale, detto «del Fucino». Per questo Benito Mussolini fece costruire un bunker sotto villa Torlonia, molto più adeguato ai continui bombardamenti aerei a cui veniva sottoposta la città. Posto a sette metri di profondità, di cui quattro metri di cemento armato separano la superficie del giardino dalle camere con le pareti a forma di cilindro (per attutire l'onda d'urto delle bombe). Questo bunker ipertecnologico (iniziato nel 1942 e mai terminato) pensato quando la guerra diventava sempre più feroce è uno dei misteri sotterranei che Roma conserva. Le tre strutture, di cui due collegate tra loro (bunker e rifugio), sono ora visitabili grazie ad un progetto frutto della collaborazione tra Roma Capitale, Sovrintendenza Capitolina e l'associazione culturale di ricerche speleo-archeologiche «Sotterranei di Roma». Una visita questa«che ci ricorda quanto sia importante coltivare la memoria, anche in Europa che ha superato quei nazionalismi che portarono alla guerra», dice il sindaco Ignazio Marino durante il percorso di inaugurazione. A visitare i rifugi e il bunker anche l'ex-sindaco Walter Veltroni che fu il primo a promuovere nel 2006 l'apertura di questo pezzo di storia nascosta al pubblico. «Mancavano solo le tecnologie attuali e questo sarebbe stata una struttura tale da poter sopportare un attacco atomico», racconta Lorenzo Grassi, coordinatore del progetto per «Sotterranei di Roma». Esposti anche gli appunti del Duce sulle lungaggini dei lavori, sui tempi e sui costi di Roma, lamentele che strappano un sorriso a Marino e Veltroni. Le visite in sei lingue (compreso l'ebraico) iniziano da venerdì 31 ottobre.
Roma. Apre ai romani il bunker di Mussolini
Il bunker ipertecnologico sotterraneo di Villa Torlonia a Roma è stato costruito da Benito Mussolini per proteggere i suoi figli dai bombardamenti aerei. Il bunker, iniziato nel 1942 e mai terminato, è stato pensato per essere un rifugio sicuro durante la guerra. Oggi, grazie ad un progetto di collaborazione tra Roma Capitale, Sovrintendenza Capitolina e Sotterranei di Roma, il bunker e i due rifugi antiaerei sono visitabili. Le visite in sei lingue inizieranno il 31 ottobre. Il bunker è stato pensato per essere una struttura che potesse sopportare un attacco atomico e gli appunti del Duce sulle lungaggini dei lavori sono stati esposti.
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