BISOGNA immaginarla completamente inondata di luce. Con il sole che accendeva il rosso pompeiano degli affreschi, si specchiava nei rivestimenti in marmo oggi perduti e nelle foglie d'oro che decoravano le volte, tanto da farle meritare il nome di Domus Aurea. Ma anche se oggi quegli spettacolari affacci sulla valle e sui cortili orlati da portici sono solo suggestione, cancellati da Traiano che interrò gli ambienti trasformandoli nelle fondamenta delle sue Terme, la monumentalità della reggia di Nerone, così vasta in origine da "abbracciare tutta Roma" come scriveva Plinio, è rimasta intatta. E l'emozione di esplorare oggi anche solo una porzione dei suoi 16 mila metri quadrati, di posare gli occhi sui dettagli dei suoi 30mila metri quadri di stucchi e affreschi è la stessa che provarono gli artisti del Rinascimento, quando la (ri)sco- prirono calandosi dall'alto e rimasero a bocca aperta davanti alle decorazioni delle volte, che battezzarono "grottesche". Se ne trovano le tracce nell'ala occidentale e in particolare nella Sala della Volta Gialla, dove si legge la firma di Pinturicchio -, che la Soprintendenza per i Beni archeologici per la prima volta aprirà al pubblico, parte del percorso delle visite guidate (alla Domus, chiusa dal 2006, e ai cantieri in corso da anni per il monumentale restauro) che ogni sabato e domenica, a partire da domani, accompagneranno dalle 9.15 alle 15.45 gruppi di 25 persone a turno alla scoperta del palazzo imperiale più celebre dell'antica Roma, costruito dopo l'incendio del 64 d.C.. Il percorso, in 15 tappe, «muterà nel tempo spiega la direttrice, Fedora Filippi, purtroppo prossima alla pensione - con il progredire del cantiere per il risanamento della parte superiore esterna della Domus». Quel sistema integrato di protezione che in quattro anni (sempre che si trovino i 31 milioni di euro necessari, anche attraverso il contributo di privati) salverà le sale e i loro affreschi da infiltrazioni d'acqua e radici e dal peso dell'attuale giardino, che verrà abbattuto del 70 con il nuovo. Anche all'interno proseguirà «il tenace e silenzioso» lavoro di archeologi e restauratori, come lo ha definito il ministro Franceschini. «Oggi festeggiamo la riapertura della Domus Aurea come cantiere spiega infatti la soprintendente, Mariarosaria Barbera, ricordando gli oltre 18 milioni di euro già stanziati dal 2006 per gli interventi Non volevamo che il pubblico dovesse aspettare la fine dei lavori». Il percorso partirà da una delle gallerie traianee sul fronte meridionale e proseguirà verso il ninfeo di Ulisse e Polifemo, con il celebre mosaico sul soffitto decorato da finte stalattiti. Si avanzerà quindi fino alla sala della Volta Dorata, ripresa da Pinturicchio per un soffitto del Palazzo di Pandolfo Petrucci a Siena. E da lì al grande criptoportico dalle spettacolari pitture ancora ricoperte da sali naturali, ma visibili come poetici scorci nei saggi di restauro. Si attraverseranno quindi gli ambienti che si affacciano sul cortile pentagonale fino a raggiungere la sala di Achille a Sciro e la Sala Ottagonale. Al ritorno, invece, si attraverserà l'ala occidentale, dove le pennellate del pittore Fabullo sono più vivide. Dalla Sala della Volta Rossa a quella della Volta delle Civette, fino alle mirabili scansioni prospettiche dell'ultima aula. Gioielli che il pubblico potrà scoprire anche nel documentario di Sky Arte HD "Domus Aurea Il sogno di Nerone" il 1 novembre alle 21.10. Le visite, invece, si potranno prenotare allo 0639967700.