Ora si studia un percorso per renderli fruibili Testimonianze del passaggio dei soldati Usa sotto il teatro In quei locali 20 metri sotto il Teatro di Corte nessuno aveva più fatto accesso da anni. Ed enorme è stato lo stupore dei presenti nei sotterranei della Reggia di Caserta, quando tra materiale di risulta e rifiuti vari ci si è imbattuti in una serie di «graffiti» che risalgono al periodo del passaggio degli anglo-americani a Palazzo reale sul finire della Seconda guerra mondiale: donnine in bikini che fuoriescono dal mare, immagini di vita di campagna, un logo della «Army Postal Service». IL QUARTIER GENERALE Gli alleati elessero alla Reggia il loro quartier generale. In quei sotterranei vi erano parte delle camerate ma anche uffici, come il centro smistamento della posta. Al sopralluogo hanno partecipato lo storico dell'arte Enzo Mazzarella, responsabile della Valorizzazione della Soprintendenza; il suo omologo di Civita Musea, Alessandro Mandolisi; il responsabile di Civita a Caserta, Alessandro Tartaglione. «La mia idea - spiega Mazzarella - è di arrivare un giorno a realizzare un percorso sotterraneo, così come fatto fra sottotetti e volta ellittica». Sotto la Reggia, non accessibile al pubblico, vi è anche una necropoli sannita risalente al V-IV secolo avanti Cristo. Non esiste la certezza che Luigi Vanvitelli se ne fosse accorto realizzandovi l'imponente Palazzo reale. O, almeno, non nei carteggi dell'epoca.
CASERTA-Reggia, graffiti dei marines nei sotterranei
Il testo descrive un percorso per rendere fruibili i sotterranei della Reggia di Caserta, dove sono stati trovati graffiti degli anni '40. I graffiti, che risalgono al periodo del passaggio degli anglo-americani a Palazzo reale, sono stati scoperti durante un sopralluogo condotto da storici dell'arte. Il percorso sotterraneo, che include camere e uffici, potrebbe essere realizzato come parte di un percorso espositivo. Inoltre, i sotterranei contengono anche una necropoli sannita risalente al V-IV secolo a.C. Non esiste la certezza che Luigi Vanvitelli, l'architetto che ha progettato il Palazzo reale, si sia accorto di questa necropoli.
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