Il sindaco: «Alla Cassa depositi e prestiti Villa di Rusciano e Palazzo Vivarelli Colonna» L'obiettivo è incassare una ventina di milioni. Sforbiciata anche a dirigenti e minidirigenti Venti milioni (più o meno) dalla Cassa depositi e prestiti per Villa di Rusciano e Palazzo Vivarelli Colonna. Tre milioni di risparmi con un «taglio» a dirigenti e minidirigenti di Palazzo Vecchio. «Noi non faremo pagare la manovra della legge di stabilità ai cittadini, non scarico i sacrifici sui cittadini» dice il sindaco Dario Nardella annunciando che la giunta ha dato il via libera a queste due operazioni. Più «pesante», dal punto di vista numerico, la prima. Più complessa la seconda. Perché tocca proprio la macchina comunale. La scelta di Palazzo Vecchio è stata quella di passare, nella pianta organica, da 92 a 74 dirigenti previsti (anche se attualmente sono in numero inferiore), di cui 52 interni, ma soprattutto di «cancellare» parte delle Posizioni organizzative, chiamati (impropriamente) «minidirigenti». Sono però l'ossatura della capacità di manovra dell'amministrazione. «Su di queste si era già abbattuta la scure di Renzi» ricorda Nardella. Cioè erano passati da 230 a circa 200. Ora erano previsti, sempre ipoteticamente in pianta organica, in 202. Diventeranno 179. Essere posizione organizzativa comporta un aumento di stipendio di un «centinaio, al massimo un paio di centinaio di euro al mese» spiega la giunta, ma tra tagli ai dirigenti e ai minidirigenti il Comune si aspetta di risparmiare almeno 3 milioni. «A regime», mettono le mani avanti gli assessori al bilancio Lorenzo Perra e all'organizzazione Federico Gianassi. Anche perché oltre a queste diminuzioni, scendono anche gli assunti ex «articolo 90», di diretta scelta del sindaco, da 40 a 28. Alcune di queste scelte, presentate da Nardella come scelta «più snella e trasparente», sono anche obblighi di legge. Arriveranno invece due nuovi dirigenti (la selezione partirà la prossima settimana) per il servizio città metropolitana e per l'europrogettazione: «Ci sono 29 linee di finanziamento europeo» ha ricordato Nardella. Fondi da «acchiappare». Quasi sicura è invece l'operazione di vendita a Cassa depositi e prestiti di Villa di Rusciano (non il parco però, che resterà pubblico, assicurano Nardella e l'assessore Titta Meucci) e Palazzo Vivarelli Colonna. Due proprietà le cui aste erano finora andate deserte. Ad acquisirle (e trasformarle) ci penserà la Cassa, ente a maggioranza statale, come è già successo per il Teatro comunale. Il prezzo di vendita? «Arriverà da una trattativa» , ricorda Meucci. La base d'asta, sotto la quale però il Comune non vorrebbe scendere, era una cifra complessiva per i due beni di una ventina di milioni di euro. Ma sul fronte del salario accessorio dei dipendenti? Dall'opposizione Tommaso Grassi di Sel ricorda che senza scelte dell'amministrazione, a gennaio il Comune comincerà a togliere soldi dai salari per il contenzioso per i «premi» troppo alti pagati in passato. «Stiamo valutando le novità legislative, tra breve ci sarà una risposta» afferma Gianassi.
Firenze. Vendi e taglia: il Nardella spending
Il sindaco di Firenze, Dario Nardella, ha annunciato che la giunta ha dato il via libera a due operazioni: la vendita di Villa di Rusciano e Palazzo Vivarelli Colonna alla Cassa depositi e prestiti, con un prezzo di vendita complessivo di ventina di milioni di euro. La scelta è stata motivata dal desiderio di incassare questi fondi per risolvere la manovra della legge di stabilità. La vendita di Palazzo Vecchio è stata scelta per ridurre il numero di dirigenti e minidirigenti, con un risparmio di almeno 3 milioni di euro. La giunta ha anche deciso di ridurre gli assunti ex articolo 90, di diretta scelta del sindaco, da 40 a 28.
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