Fabrizio Masucci è discendente diretto del principe di Sansevero e direttore del museo. Cosa pensa dell'assalto? «Ero lì, nell'ufficio e ho sentito le urla e il trambusto. Quando ho visto quello che stava accadendo mi sono venute le lacrime. Dalla paura e dalla rabbia». Perché? «E' vero che la Cappella è un monumento privato ma è anche un patrimonio di tutta la città di Napoli e dei napoletani. E per questo va difeso anche dalla cosa pubblica, con una maggiore attenzione». E' vero che siete tra i musei più visitatio d'Italia? «Per tre anni consecutivi abbiamo avuto il riconoscimento di Tripadvisor . Quest'anno siamo terzi dietro agli Uffizi e alla Galleria Borghese. L'anno scorso siamo stati primi». Quanti visitatori? «Lo scorso anno più o meno 238 mila con un incremento del 30 per cento rispetto al 2012. Il Cristo velato è ormai famosissimo in tutto il mondo e la Cappella è diventata un attrattore turistico. Noi abbiamo un sito e su questo una rubrica: accadde quel giorno. Il 24 ottobre del 1750 il principe di Sansevero divenne Gran maestro. Bene ora dovremo cambiare e dire che il 24 ottobre 2014 c'è stato un assalto alla Cappella». Con i turisti terrorizzati. «E' la cosa che mi è dispiaciuta di più, i turisti terrorizzati che fuggono via. Per questo dico che non possiamo essere più da soli a difendere il nostro patrimonio d'arte. Anche la cosa pubblica deve fare qualcosa». Cosa? «Tutelare, difendere, controllare noi e tutte le vie dell'arte che sono una ricchezza per la città».