Come un fiore tardivo, Milano mostra i suoi colori più belli in questa stagione: scorci rivelati dall'aria tersa, passeggiate da riscoprire senza ansimare per il caldo, aperture di nuove boutique. Ma al di là di angoli inaspettati, foliage e movimenti commerciali, la città brilla perché illuminata da una luce speciale: la cultura. In cartellone ci sono mostre, spettacoli, eventi, manifestazioni aperte a tutti, iniziative letterarie, letture gratuite, grandi appuntamenti. Due mesi all'altezza delle capitali più importanti. L'elenco è lungo ma vale la pena ricordarlo. Partiamo da Palazzo Reale: Marc Chagall, Giovanni Segantini e Vincent Van Gogh non hanno bisogno di presentazioni e i numeri dei visitatori (comprese le code nei finesettimana) lo dimostrano. Alla Galleria d'Arte Moderna c'è Alberto Giacometti, al Museo del Novecento dialogano Yves Klein e Lucio Fontana, da ieri le Gallerie d'Italia in piazza Scala ospitano la mostra itinerante «R'accolte», con 23 capolavori da Tiepolo a Carrà. Il programma di novembre non sarà da meno: al Poldi Pezzoli, il 7, arrivano «Le dame dei Pollaiolo», dal 28 la rassegna «Food» al Museo di Storia Naturale racconterà con un approccio interattivo la filiera dell'alimentazione. E poi c'è la letteratura con la terza edizione di Bookcity dal 13 al 16 novembre, duecento sedi aperte, novecento appuntamenti, ospiti da David Grossman a Wilbur Smith. Avvicinandosi al Natale, la prima settimana di dicembre sarà un susseguirsi di inaugurazioni: dal 2 a Palazzo Marino sarà esposta la Madonna Esterhazy di Raffaello, dal 3 alla Pinacoteca di Brera si celebra il Bramante, il 7, si sa, Milano festeggia il suo santo patrono e l'apertura della stagione scaligera con il Fidelio di Beethoven ma il maestro Daniel Barenboim avrà già eseguito un ciclo di sonate di Schubert e tutte le iniziative collaterali della «Prima diffusa», con proiezioni pubbliche nelle strade, nei teatri di frontiera, nelle carceri (oltre alla grande soirée di Sant'Ambrogio al Piermarini). È vero, il traino di Expo c'è e si avverte, Milano si prepara a un semestre globale che le ha già fatto conquistare il terzo posto tra le migliori mete del 2015 secondo la guida Lonely Planet , la programmazione culturale non è casuale. Ma questo dolce autunno di grandi artisti e grandi autori (e speranzosa fiducia che tutto fili liscio) può davvero diventare un «format» ambrosiano al di là dell'Esposizione universale. Una stagione nuova che diventi un appuntamento fisso e atteso. Anno dopo anno.