Dire che al MUSEO del Satiro ci sono più dipendenti che visitatori, è fare un'affermazione volutamente provocatoria; ma dire che in uno spazio di poco più di 200 mq debbano essere impiegati 25 addetti regionali, è fare un'affermazione vera e poco concepibile. E ancor più grave è che, nei giorni festivi il MUSEO, che ospita la splendida statua bronzea resti aperto ma solo per poche ore. Mazara del Vallo. Dire che al MUSEO del Satiro ci sono più dipendenti che visitatori, è fare un'affermazione volutamente provocatoria; ma dire che in uno spazio di poco più di duecento metri quadrati debbano essere impiegati venticinque addetti regionali, è fare un'affermazione vera e poco concepibile. E ancor più grave è - come ha tuonato ieri il sindaco Nicola Cristaldi che sa bene come mettere il dito sulla piaga - che, nei giorni festivi il MUSEO, che ospita la splendida statua bronzea trovata nel Canale di Sicilia dal peschereccio "capitan Ciccio" che fa ancora tanto parlare di sè per la sua bellezza ed unicità, resti aperto ma solo per poche ore. «Quando arrivano personalità o Tv italiane e straniere che vogliono visitare il MUSEO - dicono dal Comune - ci troviamo in difficoltà, non abbiamo un interlocutore immediato e fatichiamo anche noi ad avere le autorizzazioni». Il MUSEO del Satiro, ospitato nella chiesa sconsacrata di Sant'Egidio, nel cuore del centro storico, facilmente raggiungibile dal lungomare ma difficilmente individuabile per chi arriva in città, non godendo di una segnaletica adeguata, non ha mai avuto molte fortune. È da cinque anni che attende, per esempio, il completamento di un progetto - finanziato con 300 mila euro - che avrebbe dovuto trovare una migliore collocazione alla statua ponendola all'ingresso dello spazio e in una piattaforma antisismica (come è recentemente stato fatto per il Giovinetto di Mozia che si trova custodito al MUSEO Whitaker, nell'isola omonima) e che avrebbe dovuto dotare la sala di un impianto di climatizzazione. D'estate all'interno del MUSEO la temperatura è spesso insopportabile e, hanno spiegato gli esperti, nociva per la statua. Oggi il MUSEO che dipende dalla Sovrintendenza ai beni culturali e ambientali di Trapani (fino a poco tempo fa era «accorpato» al MUSEO regionale Pepoli e aveva lo stesso direttore) e quindi dall'assessorato regionale, di fatto non ha un direttore in loco. Nell'ottica di una riorganizzazione dei servizi rappresenta un risparmio ma nell'ottica di un un rilancio, certamente no. Il Comune ha ceduto in comodato gratuito i locali della chiesa alla Regione e prende una piccola percentuale dell'incasso dei biglietti che utilizza per le spese di manutenzione ordinaria. Ma per il sindaco non è una situazione che può andare avanti e consentire un ragionevole sviluppo turistico della città. «Trovo paradossale - scrive - che la maggiore attrazione culturale di Mazara divenga esempio di non funzionamento di un sistema economico e turistico essenziale per il territorio. I 25 dipendenti della Regione possono essere trasferiti ad altre funzioni ed in altri territori, stante che il Comune è disposto ad assumere ogni onere finanziario per la gestione del MUSEO con addetti comunali che saranno in grado di assicurare l'apertura per ogni giorno di tutto l'anno. Ma quella di Mazara non è la sola realtà da affrontare, mi chiedo quanto costa alla gente una sub politica di tale portata». Venticinque dipendenti per lo più custodi, in un piccolo MUSEO, in verità, non hanno un gran lavoro da svolgere e anche con le turnazioni, sembra un numero sovradimensionato a fronte di un abbandono della struttura dal punto di vista strategico. Non ci sono brochure che possano dare indicazioni e informazioni sul MUSEO; all'interno c'è un video che offre spiegazioni dal ritrovamento della statua alle sue origini, ma è poco. E poi d'estate - dicono ancora dal Comune - quando finalmente si vedono i turisti, nelle giornate festive resta chiuso e di domenica è aperto per poche ore. Una situazione che non è diversa dalla gestione di molti altri beni culturali in Sicilia e per la quale Cristaldi ha chiesto al presidente della Regione Crocetta un incontro per verificare «la praticabilità di un protocollo d'intesa che faccia risparmiare somme ingenti alla Regione e consenta al Comune di incrementare la qualità dell'accoglienza in città». L'intesa prevederebbe il trasferimento della gestione del MUSEO al Comune che, sin d'ora, garantisce di poterlo tenere aperto con minori spese. E meno dipendenti. LA STORIA La statua del Satiro danzante è una delle testimonianze preziose del patrimonio sommerso recuperato nel Canale di Sicilia. Il ritrovamento, nel 1997, che tanto scalpore ha destato e tanti strascichi ha avuto anche nella difficile vertenza giudiziaria che si era innescata con l'equipaggio del "capitan Ciccio" che lo ritrovò (rimase impigliato nelle reti), ha in qualche modo aperto la strada verso la sensibilizzazione della tutela del patrimonio sommerso nel Mediterraneo. Il Satiro è raffigurato nel momento dell'estasi della danza orgiastica, ruota sulla gamba destra impugnando i simboli del culto, nella sinistra il calice per il vino e nella destra la canna del tirso ornata da un nastro e coronata da una pigna, portava sulla spalla una pelle di pantera. L'inclinazione del capo, la chioma fluente, le labbra socchiuse, la torsione del busto riportano al delirio della danza vorticosa e all'eccitazione del bere che lo faceva ruotare intorno a sé stesso fino alla perdita dei sensi. La statua bronzea è stata attribuita ad opera di ambiente greco databile alla fine del IV secolo a. C. e attribuibile alla scuola di Prassitele. La sua definita collocazione nell'ex chiesa di Sant'Egidio, nel cuore del centro storico della città araba, non è soddisfacente e nonostante le ripetute promesse di migliorarla, nulla è stato fatto. Nel 2003 il Satiro danzante venne esposto a Palazzo Montecitorio alla presenza del presidente Ciampi e nel 2005 la statua, tra le polemiche, venne trasportata in Giappone per essere esposto al MUSEO nazionale di Tokyo e subito dopo all'Expo 2005 di Aichi. Per il suo trasporto venne realizzata una struttura in fibra di carbonio. All'inizio del 2007 fu in esposizione al MUSEO del Louvre di Parigi, nell'ambito di una mostra dedicata alle opere di Prassitele. 22102014
SICILIA - Situazione paradossale al MUSEO di Mazara
Il MUSEO del Satiro di Mazara del Vallo, che ospita una statua bronzea del IV secolo a.C., ha un numero elevato di dipendenti (25) rispetto ai visitatori. Il MUSEO è aperto solo per poche ore nei giorni festivi e la sua gestione è affidata alla Sovrintendenza ai beni culturali e ambientali di Trapani. Il Comune di Mazara del Vallo ha ceduto i locali della chiesa dove si trova il MUSEO in comodato gratuito alla Regione. Il sindaco Nicola Cristaldi ha chiesto al presidente della Regione Crocetta di verificare la praticabilità di un protocollo d'intesa che faccia risparmiare somme ingenti alla Regione e consenta al Comune di incrementare la qualità dell'accoglienza in città.
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