Gemellaggio tra Roma e Bologna con due mostre all'insegna di tecnologia e innovazione, due film e un'esposizione virtuale del Sarcofago degli sposi Il Sarcofago degli Sposi a Bologna, seppur in versione virtuale, due mostre, due film, un panciuto antenato di nome Apa con la voce di Lucio Dalla e la sua bella cugina Ati con la verace ironia di Sabrina Ferilli. Gli Etruschi conquistano Roma e Bologna con un gemellaggio che per la prima volta mette insieme il Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia a Roma e il Genus Bononiae - Musei nella città di Bologna. Un progetto realizzato con il sostegno della Fondazione Bracco sin dal maggio 2013, che avrà il suo compimento nel prossimo week end, quando nella capitale giovedì aprirà la mostra "Apa l'etrusco sbarca a Roma", mentre sabato a Palazzo Pepoli-Museo della Storia di Bologna debutterà «Il viaggio oltre la vita. Gli Etruschi e l'aldilà tra capolavori e realtà virtuale» (entrambe fino al 22 febbraio). «È qualcosa di più di una mostra - spiega il segretario generale del ministero di Beni culturali e turismo, Antonia Pasqua Recchia - È un progetto futuristico all'insegna dell'innovazione, intelligenza creativa e visione del futuro». In mostra a Roma, un ideale viaggio verso Felsina, l'antenata etrusca di Bologna, attraverso oggetti simbolo come la Stele funeraria che racconta in bassorilievo il viaggio del defunto verso l'Oltretomba e due capolavori di Eufronio: la kylix con Hypnos (il Sonno) e Thanatos (la Morte) che trasportano il corpo di Sarpedonte; e il cratere con Eracle e Cicno. Al centro del suo percorso, però, Villa Giulia pone (primo Museo Nazionale d'Italia a farlo) un film d'animazione in 3D: "Ati alla scoperta di Veio". Scritto e diretto da Giosuè Botto Cohen, è una sorta di spin off di "Apa l'etrusco", che con la voce di Lucio Dalla ripercorreva la storia di Bologna (premio Fiamp Unesco a Montreal 2012). Ora è l'etrusca Ati, doppiata da Sabrina Ferilli, a condurre il pubblico alla scoperta di Veio, spingendosi fin nel cuore del santuario di Portonaccio, ricostruito da un team di ARCHEOLOGICI e informatici di Cineca. Intanto a Bologna, Palazzo Pepoli ospiterà capolavori di Villa Giulia come le ceramiche e le pareti affrescate della Tomba della neve di Tarquinia, il celebre Cratere di Eufronio trafugato e poi restituito dagli Stati Uniti e due sculture in pietra da Vulci e Cerveteri. Ma soprattutto, il Sarcofago degli Sposi, fragilissima urna funeraria in terracotta del VI secolo a. C., protagonista di una spettacolare ricostruzione olografica a grandezza naturale, realizzata da cinque gruppi di scienziati coordinati sempre da Cineca. «In cambio» a Roma arriverà la ricostruzione virtuale della Situla della Certosa, vaso cinerario in bronzo figurato del Museo Civico di Bologna. «La mostra - spiega la Soprintendente dell'Etruria meridionale, Alfonsina Russo - vuole ritrovare il fil rouge che collega Roma e Bologna e i loro due musei. Soprattutto, apre le porte alle nuove tecnologie che sempre più dobbiamo impiegare per attrarre i giovani». «Il gemellaggio - aggiunge Pasqua Recchia - dimostra quanto inutili e stucchevoli sono le diatribe tra nord e sud e quanto anche in Italia sia possibile una collaborazione tra realtà diverse. La linea chiave è quella delle tecnologia: noi siamo conosciuti nel mondo per la nostra creatività e per i metodi di conservazione. Troppo poco per la nostra tecnologia innovativa, uno strumento formidabile nella quale negli ultimi 10 anni abbiamo ottenuto risultati straordinari». 21102014