Sabato 28 maggio si svolgerà a Villa d'Este, in Cernobbio, la seconda asta delle raccolte d'arte di Gianni Versace, finora racchiusa nella Villa Fontanelle a Moltrasio che il celebre stilista scelse secondo il suo speciale gusto: 291 pezzi fra dipinti, sculture, bacili, obelischi, micromosaici e altro. Si attende un successo pari all'evento che ha segnato un record di vendite lo scorso 7 aprile: a Milano sono andati all'incanto 221 «pezzi» dall'abitazione milanese di Versace. «E' andata benissimo», assicura Casimiro Porro, leader della Porro Art Consulting (con sede in piazza Sant'Am-brogio 10 a Milano) dal 2002, già socio e figura di riferimento della Finarte dal 1959, la casa d'aste che per anni è stata orgoglio della capitale lombarda. E' l'occasione per parlare con Porro, valido esperto di lunga data, di questo settore del mercato dell'arte, non così facile da indagare. L'universo delle aste gode d'un momento di vigore e successo, sono in parecchi a domandarsene le ragioni in tale condizione economica precaria. Quando, per l'appunto, collezionisti investono con maggior entusiasmo in opere d'arte, ma ciò che invoglia compratori verso le case d'asta serie, a parere di Porro, è pure la crisi di gallerie d'arte e antiquari. Situazione generalizzata, che da luogo al fiorente proliferare delle fiere internazionali, con offerta più vasta della galleria. Un tempo gli antiquari, sostiene Porro, si preparavano e sovente erano collezionisti prima che venditori, oggi tutto è più dinamico. La gente si sente più protetta all'asta, ha la possibilità della revisione, di guardare, tornare con esperti di fiducia, non ha la mortificazione di entrare in una bottega e uscire, si confronta con altre offerte, può acquistare per telefono, senza comparire in sala, ha cataloghi-pubblicazioni con schede per solito accurate da consultare. «Insomma ha il conforto di non essere o sentirsi solo nell'acquisto», chiarisce Porro. II mercato in Italia offre il meglio nell'arte antica, è ancora possibile rinvenire pezzi importanti, o capolavori, a prezzi ragionevoli, sovente sono i collezionisti o eredi che, con fiducia nella casa d'aste ritornano a vendere l'opera acquistata decenni prima. Porro cita l'esempio di un notevole dipinto di Artemisia Gentileschi, acquistato da un privato nel 1963 e ora andato di nuovo in asta, presso la Porro Consulting, ieri fra i dipinti antichi. E' d'obbligo anche rammentare che la notifica è sempre in agguato. «Il nostro è un mercato divenuto assai più autarchico, continua Porro, rispetto al passato recente, case internazionali come Sotheby's e Christie's le aste più importanti le battono all'estero, anche per l'arte italiana contemporanea». Londra è per ora mercato assai vitale, ma destinato, a muoversi naturalmente verso il vero centro internazionale, New York. Perché mai? «Il dollaro basso invoglia gli stranieri, ciò che aiuta è però il fatto che l'America non ha le tasse, compreso il famoso "diritto d'autore" che ha bloccato il mercato a Parigi, il nostro, fra breve a Londra. Non a caso le migliori aste di gioielli», riferisce Porro, «Sotheby's e Christie's le tengono a Sant Moritz o Ginevra dove il fisco è più benevolo che altrove». Tutte rose e fiori, allora per il mondo delle aste? «Non proprio perché è assai mutato e ha perduto in cultura, oggi una casa d'asta importante, come ora la Dorotheum di Vienna, approda con nuovi proprietari in Italia, si vale enormemente del marketing, sollecitazioni, inviti su inviti, opere prestate a casa ai collezionisti da ammirare, cataloghi costosissimi con carta patinata e tutti a colori, l'operazione di preparazione marketing di una grande casa d'aste è lavoro lento, accurato e fin eccessivo, specie rispetto agli anni in cui la Finarte usciva con cataloghini di scarne pagine e rare foto, curate da principio da Luigi Carluccio. Il fenomeno si è sviluppato dopo gli Anni 80, cioè la Crisi del Golfo, le case d'asta si trovarono in difficoltà, alla ripresa sono questi i nuovi dettami per creare eventi e far accorrere più gente». Quale arte contemporanea italiana gode in questo momento di maggior successo, anche a Londra? «Il '900 classico», risponde Porro, e l'arte dagli Anni 50 in poi, sono i più richiesti, con mutamenti di gusto.
Le aste d'arte tornano accattivanti
La seconda asta delle raccolte d'arte di Gianni Versace si svolgerà a Villa d'Este il 28 maggio. La prima asta, che si è tenuta lo scorso 7 aprile, ha segnato un record di vendite con 221 pezzi venduti. La casa d'aste Porro Art Consulting, leader in questo settore, aspetta un successo simile. Il mercato delle aste è in un momento di vigore e successo, grazie alla crisi di gallerie d'arte e antiquari, che ha portato a un proliferare delle fiere internazionali. I collezionisti si sentono più protetti e hanno più possibilità di revisione e confronto con altre offerte.
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