Sono già 900 le firme raccolte dagli studenti del Classico Torlonia e dell'Artistico Bellisario per chiedere all'amministrazione comunale di sollecitare l'apertura del parco dell'ex Arssa. L'idea è nata con la partecipazione degli studenti al progetto Comenius "Parks and gardens in Europe yesterday and today", in cui hanno visitato i parchi e i giardini d'Europa, riflettendo sull'importanza che hanno le aree verdi di una città, anche come spazi di socializzazione. Il progetto è curato dalle docenti Concetta Mascitti, Alessandra Mosca e Cristina Salciccia ed è coordinato dalla preside Rossella Rodorigo. AVEZZANO Vogliono tutti che il parco del principe Torlonia sia aperto alla città. Come punto di riferimento della vita culturale avezzanese, ma anche come ritrovo per i giovani e magari con uno spazio solo per i bambini. Il sindaco Gianni Di Pangrazio parla dei primi piccoli risultati, ma è ancora lunga la strada che porterà alla "conquista" del parco Torlonia. «L'iniziativa degli studenti del Liceo Classico e del Liceo Artistico è lodevole», commenta l'avvocato Umberto Irti, presidente dell'Archeoclub Marsica, «la raccolta firme per chiedere l'apertura del parco alla città segue tanti solleciti, arrivati da più parti, che si sono succeduti nel tempo. È positivo che siano proprio i giovani oggi, a tornare su questo argomento». «Il parco dell'ex Arssa può diventare davvero un punto di riferimento della città», aggiunge Giuseppe Cristofaro, docente dell'università dell'Aquila, «per quello che rappresenta nella storia dell'agricoltura e dunque del Fucino e in generale per la storia marsicana. Ne vanno valorizzate le aree verdi, le sale, magari da utilizzare per fiere o convegni, gli spazi aperti per gli spettacoli e si potrebbe anche pensare a qualcosa per i bambini. Che potrebbero qui avere un loro spazio che non sia però una sola altalena e uno scivolo». «Il palazzo Torlonia rappresenta la storia di Avezzano», spiega Giovanbattista Pitoni, presidente dell'istituzione "Celebrazioni del centenario del terremoto del 1915", «si pensi solo che il Casino di caccia che si trova oggi nel palazzo, fu mostrato nell'esposizione internazionale di Parigi del 1889, fu poi smontato e riportato ad Avezzano». Uno dei "gioielli" del palazzo avezzanese, ricostruito su due piani dopo il terremoto del '15 (originariamente erano tre e al centro c'era un grande orologio non ripristinato poi nel nuovo progetto), è proprio il "Casino di caccia", in legno di larice e castagno, a pianta ottagonale che fu acquistato da Alessandro Torlonia che lo volle nella sua villa per abbellirne il complesso architettonico. Al suo interno amava esporre i reperti archeologici emersi durante il prosciugamento del lago. «Già da un anno e mezzo siamo al lavoro per aprire al pubblico il parco dell'ex Arssa», sottolinea il sindaco Gianni Di Pangrazio, «abbiamo già ottenuto dalla Regione l'uso gratuito di due stanze utilizzate dal comitato del centenario e l'uso del giardino per le tre giornate della kermesse "La notte della Chimera". È una priorità del Comune sollecitare la Regione affinché conceda al Comune l'utilizzo dell'intera struttura». Tra i progetti dell'amministrazione comunale c'è anche quello di realizzare un passaggio pedonale che unisca il palazzo dell'ex Arssa con i giardini di piazza Torlonia e il castello Orsini. Magda Tirabassi
AVEZZANO - Parco Arssa, mobilitazione per restituirlo ai cittadini
900 studenti del Classico Torlonia e dell'Artistico Bellisario hanno raccolto firme per chiedere all'amministrazione comunale di aprire il parco dell'ex Arssa a Avezzano. L'idea è nata con il progetto Comenius "Parks and gardens in Europe yesterday and today", in cui gli studenti hanno visitato i parchi e i giardini d'Europa. Il parco dell'ex Arssa potrebbe diventare un punto di riferimento della città, con aree verdi, sale, spazi aperti per gli spettacoli e potrebbe essere utilizzato anche per i bambini. Il palazzo Torlonia rappresenta la storia di Avezzano e il Casino di caccia è uno dei suoi "gioielli".
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