APPRENDO, grazie ad alcuni amici romani, che oggi la Soprintendenza per il Polo Museale di Napoli, diretta dal dottor Fabrizio Vona, ha organizzato, presso il Museo di Capodimonte, una giornata di studi per e su Raffaello Causa a trent'anni dalla sua scomparsa. Seppur sconcertato, ma non sorpreso, per non essere stato informato di questa iniziativa della Soprintendenza, nella quale ho pur operato come storico dell'arte fin dal 1969 e che ho diretto ininterrottamente, dopo la scomparsa di Raffaello Causa, dal 1984 al 2009, ritengo doveroso, interrompendo un lungo silenzio su aspetti recenti della realtà civile e culturale della nostra città, esprimere alcune considerazioni su contenuti e modalità organizzative di questa giornata di studi riservata a una delle personalità eminenti delle arti e della cultura a Napoli nella seconda metà del secolo scorso. Sia ben chiaro: nessun risentimento, per parte mia, conoscendo stati d'animo, orientamenti e scelte sia dell'attuale responsabile della Soprintendenza napoletana, sia di chi, con lui, ha programmato e pianificato questa giornata di studi, se, non solo non sono stato interpellato e coinvolto, ma neppure informato, pur essendo stato fin dal 1969 stretto collaboratore di Raffaello Causa. E PUR essendo stato tra i pochi, dopo la sua scomparsa, nella primavera dell'84, quando gli sono succeduto nella conduzione della stessa Soprintendenza, a ricordarlo in ogni manifestazione culturale organizzata dall'ufficio da me diretto, come in tutti i cataloghi delle mostre curate, sempre dalla Soprintendenza a Napoli, in Italia e all'estero. Noto a molti e, del resto, anche comprensibile è, infatti, che una mia eventuale presenza o compartecipazione alla giornata di studi, come d'altra parte a ogni altra iniziativa tra le poche finora promosse e realizzate dalla Soprintendenza napoletana, sarebbe apparsa "ingombrante" e quindi "inopportuna" sia all'attuale responsabile della Soprintendenza stessa, che forse, giovanissimo e in tempi ormai lontani, ebbe modo di conoscere Raffaello Causa solo occasionalmente e in ogni caso fugacemente, sia, per ragioni del tutto personali e private che è meglio coprire con un "velo pietoso", a chi con lui ha promosso questa giornata. Ciò che, invece, più sorprende e sconcerta è constatare che, per ricordare la figura di Raffaello Causa e il rilevante ruolo che ebbe per gli studi, la conoscenza e la valorizzazione del nostro patrimonio di storia e d'arte (ma non solo), risulti coinvolto, insieme, legittimamente, al professor Ferdinando Bologna, che, al di là dei ben noti contrasti avuti con Causa su aspetti e problemi della storia dell'arte a Napoli, gli fu a lungo collega e sicuro amico, un nugolo di giovani ricercatori universitari o apprendisti storici dell'arte, che Raffaello Causa lo hanno al più conosciuto, forse, leggendo, probabilmente proprio per questa giornata di studio, qualche suo contributo critico o solo per sentito dire. Mentre, sorprendentemente, sono assenti o "esclusi" da questa "giornata" quei funzionari storici dell'arte che grazie a Causa entrarono a far parte intorno all'80 della Soprintendenza, che accanto a Causa si formarono e operarono efficacemente, seppure sempre "in trincea", e che in seguito, scomparso Causa, sulla sua scia e sul suo esempio, fecero della Soprintendenza una delle istituzioni culturali di maggior prestigio a livello nazionale e internazionale, almeno fino a pochi anni orsono. E questo rilievo, considerati contenuti, presenze e modalità di questa "giornata per Raffaello Causa", comporta un'altra considerazione, tra sorpresa e sconcerto: è possibile che a ricordare figura, ruolo e prestigio che Causa acquisì a livello internazionale con i suoi studi, con le mostre da lui promosse e realizzate o con altre sue iniziative istituzionali, il Soprintendente Vona e il figlio Stefano non abbiano ritenuto opportuno e doveroso invitare, insieme ai suoi funzionari e collaboratori "d'ufficio", almeno alcuni studiosi internazionali e direttori di musei, italiani e stranieri, che con Causa ebbero stretti legami di stima, di amicizia e di feconda collaborazione? Da Andrea Emiliani ad Erich Schleier, da Antonio Paolucci a Keith Christiansen, da Alvar Gonzales Palacios a Pierre Rosenberg o a Mina Gregori (solo per fare alcuni nomi). Il ricordo di Raffaello Causa a trent'anni dalla sua scomparsa non meritava e non merita proprio questo confuso, ma evidente intreccio di risentimenti personali, grettezze comportamentali e provincialismi culturali! E non si venga a dire, per giustificare queste scelte così restrittive e ristrette, che non erano disponibili le risorse finanziarie necessarie per ospitare quegli studiosi che, sebbene amici di Raffaello Causa, non risiedono a Napoli, indisponibilità che avrebbe costretto gli organizzatori della giornata di studio quasi a "restare in famiglia" escludendo, tuttavia, proprio quei collaboratori più stretti e "fidati" di Raffaello Causa, che, operando a Napoli e in Soprintendenza, all'iniziativa avrebbero potuto partecipare sicuramente "a costo zero" Troppo spesso, purtroppo, si continua a far riferimento a carenze finanziarie per giustificare quelle che invece sono soprattutto carenze di idee, di progetti e, quindi, anche di efficaci impegni istituzionali. Ciò che, tuttavia, più sconcerta, amareggia e rattrista è constatare, ancora una volta, con quanta facilità Napoli e noi napoletani manchiamo non solo di "memoria", ma anche del necessario rispetto per quanti, come Raffaello Causa e pochi altri, si sono sforzati, con competenza, impegno e passione, sebbene non sempre con quei risultati auspicabili, nel tentativo di farci essere (e non solo sembrare) più attenti al nostro passato, meno provinciali e superficiali, più colti e civili. E, in assenza di "memoria" del passato, come di rispetto per chi si è impegnato e s'impegna per recuperare e restituirci un'identità civile e culturale oggi smarrita o in frantumi, a quale diverso futuro crediamo di poter ancora puntare? La giornata di studi in onore di Raffaello Causa si svolge oggi nell'auditorium del museo di Capodimonte dalle 1-0.30 alle 1-8.30. Partecipano il soprintendente Fabrizio Vona e Ferdinando Bologna, docente di Storia dell'arte medioevale e moderna presso l'università di Roma Tor Vergata. Nella sessione pomeridiana previsti gli interventi di Serenella Greco, Francesco Lofano, Gianluca Forgione, Mauro Vincenzo Fontana, Augusto Russo, Giulio Brevetti, Maria De Vivo.