Un altro passo avanti per l'Alta velocità ferroviaria che lambisce il Mantovano: nella legge di stabilità sono stati inseriti altri 1.500 milioni di euro. Il 6 novembre ci sarà la Conferenza dei servizi, ma il tracciato nonostante l'invito della Regione Lombardia ai sindaci di presentare osservazioni non sembra destinato a cambiare MANTOVA. La Tav che passerà sui colli, lambendo anche il Comune di Ponti sul Mincio con i suoi cantieri, compie un altro passo avanti. Ieri all'incontro istituzionale che era stato organizzato a Brescia (al quale hanno preso parte anche il sindaco di Ponti, Giorgio Rebuschi, e la vicepresidente della Provincia, Francesca Zaltieri), è stata data notizia che con la nuova legge di stabilità verranno stanziati altri 1.500 milioni, da aggiungere ai 780 iniziali, per un totale di 2.280 milioni. Certo, la richiesta degli amministratori di poter modificare il percorso si è scontrata ancora una volta con la certezza che, oltre al fatto che l'opera è «indifferibile» (così aveva detto il ministro per le Infrastrutture Maurizio Lupi), anche il tracciato è «immodificabile». Ma, spiega il sindaco di Ponti, Giorgio Rebuschi, «la notizia che l'opera è finanziata e quindi potrà procedere è comunque un importante sviluppo. In questo modo c'è la garanzia che i cantieri saranno più veloci». È stato aggiunto anche che il cantiere durerà dalle 87 alle 88 settimane. Presenti all'incontro di ieri, oltre a un nutrito gruppo di sindaci, Ercole Incalza, a capo della struttura tecnica di missione del ministero delle Infrastrutture, Daniela Lezzi, responsabile di progetto di Rete Ferroviaria Italia, e Roberto Uberti, presidente di di Cepav 2, general contractor dell'opera. Incalza ha dato la notizia dei maggiori finanziamenti destinati all'opera dalla legge finanziaria che ora, però, dovrà passare al vaglio del Parlamento. «Quello che però abbiamo preteso dice Rebuschi è che sia fatta una corretta informazione sul cantiere. Inoltre abbiamo sollevato il problema della falda acquifera e del fatto che non esiste una cartografia aggiornata. Infine, si sono resi disponibili a verificare che sul territorio ci siano strutture già esistenti per la logistica: in questo caso verranno utilizzate queste ultime senza costruirne di nuove». L'incontro si è svolto a partire dalle 15.30 nella sede della prefettura bresciana. All'esterno un centinaio di manifestanti ha protestato contro la realizzazione dell'opera. Di Tav dei colli si è discusso anche in consiglio regionale. «Vogliamo fare tutto il possibile per garantire all'opera il massimo consenso. Ed è solo un bene se il consiglio regionale saprà esprimersi con un'unica voce su un tema così importante e delicato» ha detto l'assessore regionale alle Infrastrutture e Mobilità, Alberto Cavalli, entrando nel merito di una mozione all'ordine del giorno. Ha poi ricordato «con una certa sorpresa» che il ministero ha convocato la conferenza dei servizi per il 6 novembre. «La Regione ha aggiunto intende prestare assistenza tecnica ai 21 Comuni bresciani, a Ponti e alle Province di Brescia e Mantova, che volessero stendere osservazioni da presentare al ministero. Lo sforzo della Regione deve essere quello di ottimizzare i benefici che quest'opera è in grado di portare al territorio sotto l'aspetto economico e sociale, con una convinta difesa dell'ambiente, del patrimonio artistico e archeologico e con la valorizzazione delle produzioni agricole e di particolare pregio».
Altri 1.500 milioni per la Tav, ma il tracciato non cambia
La legge di stabilità ha stanziato 1.500 milioni di euro per l'Alta Velocità Ferroviaria (AVF) che passerà per il Mantovano. Il tracciato non sembra destinato a cambiare, nonostante le richieste dei sindaci di presentare osservazioni. Il cantiere durerà 87-88 settimane e il ministero delle Infrastrutture ha convocato la Conferenza dei servizi per il 6 novembre. La Regione Lombardia ha espresso la sua disponibilità a fornire assistenza tecnica ai Comuni interessati. I manifestanti hanno protestato contro la realizzazione dell'opera.
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