L'AQUILA Prende corpo il progetto di ristrutturazione e restauro di Palazzo Centi, sede di rappresentanza della Giunta regionale, gravemente danneggiato dal sisma del 2009. Entro la fine dell'anno sarà pubblicato il bando ad evidenza pubblica per l'affidamento dei lavori. È quanto emerso nel corso di una riunione che il presidente della Giunta regionale Luciano D'Alfonso ha avuto con il Direttore regionale per i Beni culturali e paesaggistici Francesco Scoppola sul futuro di Palazzo Centi. Il progetto definitivo, fanno sapere gli uffici regionali competenti, è pronto per essere calato in un bando pubblico ma ha bisogno della autorizzazioni della Soprintendenza, del Comune dell'Aquila e dei Vigili del fuoco: tutti provvedimenti che si conta potranno essere rilasciati entro la fine di novembre. Sul piatto dei finanziamenti la ristrutturazione di Palazzo Centi può contare su un plafond di risorse di 13 milioni di euro, di cui 2,6 già nella disponibilità di cassa della stazione appaltante, gli altri assegnati solo nella parte di competenza e per i quali il presidente D'Alfonso ha garantito il suo diretto interessamento in sede Cipe per l'affidamento di cassa. «Ma l'incontro tra il presidente D'Alfonso e il direttore Scoppola», si legge in una nota, «è servito anche per avviare una collaborazione tra l'ente regionale e la direzione dei Beni culturali. Nei prossimi giorni verrà infatti siglata un'intesa per dislocare nella sede del Mibac regionale due esperti giuridici della Regione Abruzzo che avranno il compito affiancare il direttore Scoppola per un riscontro amministrativo della rendicontazione relativa al 2014. Un lavoro che dovrà essere terminato entro il 30 novembre». D'Alfonso ha inoltre presenziato a un incontro avvenuto all'Archivio di Stato di Bazzano con il presidente della Deputazione di Storia patria negli Abruzzi Walter Capezzali e i componenti del Consiglio dei deputati dell'istituto. Al centro del confronto anche la definizione culturale e istituzionale del percorso storico con cui l'Abruzzo è entrato nell'Unità d'Italia a pieno titolo.