Nuova ipotesi sull'attribuzione e il significato dell'Annunciazione di Leonardo. Ad avanzarla sono Riccardo Fubini e Massimo Giontella, che ne discutono oggi (ore 17.45) all'Accademia di Scienze e Lettere La Colombaria di Firenze. Per Fubini, ordinario di Storia dell'Università (ora in pensione) e Giontella dietro l'opera degli Uffizi c'è la mano di Antonio del Pollaiolo: «Temi e motivi rimandano alla pittura fiamminga spiega Fubini in particolare alle opere di Van Eyck, di cui Pollaiolo fu conoscitore, e l'altare dietro cui c'è la Vergine sembra prefigurare il monumento funebre di Sisto IV che il Pollaiolo avrebbe realizzato. Inoltre sotto la montagna dello sfondo è visibile una città assediata. Si tratta di Otranto, che i turchi conquistarono nel 1480, un evento che spinse il papa a esortare i principi italiani a marciare verso sud. Il dipinto sarebbe dunque un'esortazione alla partenza, che sarebbe dovuta avvenire il 25 marzo 1481, giorno dell'Annunciazione». Secondo Fubini c'è un altro elemento che avvalorerebbe il significato «politico» dell'opera: «Abbiamo le prove che durante il restauro sia andata perduta una parte del dipinto, che rappresentava il profilo di una donna velata, in corrispondenza della cima della montagna: si trattava della Sibilla cumana, con in mano L'Eneide. Nel poema di Virgilio la Sibilla predice all'eroe la sua gloria. Lei, insieme alla Madonna, benedicono dunque la spedizione militare, alla cui guida ci sarebbe dovuto essere Federico da Montefeltro. E una lettera rinvenuta a Venezia testimonia la volontà del duca di Urbino di lanciarsi in quest'avventura».
L'Annunciazione? Del Pollaiolo, non è di Leonardo
Riccardo Fubini e Massimo Giontella hanno avanzato una nuova ipotesi sull'attribuzione e il significato dell'Annunciazione di Leonardo. Secondo di loro, l'opera è stata realizzata da Antonio del Pollaiolo, un pittore fiammingo che conosceva gli opere di Jan van Eyck. I temi e i motivi dell'opera sembrano prefigurare il monumento funebre di Sisto IV, che il Pollaiolo avrebbe realizzato. Sotto la montagna dello sfondo è visibile una città assediata, Otranto, che fu conquistata dai turchi nel 1480. Il dipinto sarebbe un'esortazione alla partenza, che dovrebbe avvenire il 25 marzo 1481, giorno dell'Annunciazione.
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