Bronzo intarsiato d'oro e argento, ageminature con la tecnica che l'arte veneta aveva mutuato dai saraceni. E che ora risplendono, perfettamente conservate, dopo il restauro a cui è stata sottoposta la Crocifissio ne che Donatello eseguì presumibilmente nel 1453-54, alla fine del soggiorno padovano. Un unicum stilistico forgiato dal maestro settantenne, un omaggio alla famiglia Martelli, che tanto lo aveva protetto. «Commuove che Donatello abbia realizzato personalmente questa opera, con una tecnica che usa solo questa volta per i suoi carissimi amici Martelli, a cui la 'Crocefissione' era destinata riflette Beatrice Paolozzi Strozzi, direttrice del restauro Lo fa contraddicendo tutti i canoni fino allora applicati in nome di una sperimentazione che apre nuove frontiere. Il Rinascimento non si ferma a un classicismo aulico, qui brulica di figure urlanti e disordinate». Una vera sorpresa quella emersa dal restauro, durato sei mesi, ed eseguito in loco, nel Salone che il Bargello dedica ai capolavori scultorei di Donatello, conditi da meraviglie firmate Verrocchio o Desiderio da Settignano. «Il pannello era ricoperto da uno strato scuro di cere, resine, olii, che misti a sostanze di deposito avevano appiattito il modellato e offuscato la brillantezza dice la restauratrice Ludovica Nicolai, che già aveva lavorato sul David e il San Ludo vico Inoltre l'argento era mescolato a solfuro d'argento. Le parti ageminate in argento sono state pulite col laser, sul bronzo ho agito coi solventi, applicati con tamponcini». Sotto, ecco comparire un gioco policromo di bagliori d'oro e d'argento, acrobazie prospettiche in una composizione affollata di 42 personaggi, realizzati con la tecnica dello «stiacciato». Ennesimo esempio virtuoso di sinergia pubblico privato, il restauro è stato offerto da Janet e Jim Dicke, che hanno abbracciato la proposta della Fondazione Friends of Florence. «Un altro risultato del Premio Friends of Florence del 2012, che abbiamo istituito nell'ambito del Salone delle arti del restauro spiega la presidentessa Simonetta Brandolini d'Adda Nel 2012 è stato premiato il progetto di Lidia Cinelli, ma abbiamo deciso di selezionare alcuni fra i 74 progetti pervenuti, per metterli sul sito all'attenzione dei donatori. Tutti da 20.000 euro». Seduta fra la Paolozzi Strozzi, ex direttrice del Bargello e Cristina Acidini, prossima a lasciare la guida del Polo, Brandolini d'Adda fa un'amara riflessione: «Trovo molto strano il mondo culturale in Italia. Che permette a due donne che hanno ottenuto i risultati di queste signore di rinunciare a difendere il patrimonio del Paese».