Dall'eolico alle antenne tv, dai fiumi ai boschi, dalla costa alle aree archeologiche: arriveranno nuovi vincoli per il paesaggio dell'Emilia-Romagna e altri saranno modificati. Dopo l'intesa siglata da Regione e Beni culturali una task-force si occuperà della tutela del territorio con norme finalmente omogenee. Arriveranno nuovi vincoli. Altri, probabilmente, scompariranno. Ma quel che è certo è che, da qui a un anno, la Regione e i Beni culturali esamineranno tutto il territorio dell'Emilia-Romagna per stabilire norme precise di salvaguardia e di utilizzo del paesaggio. Lo hanno deciso ieri, firmando un protocollo d'intesa per l'aggiornamento del Piano paesaggistico regionale, l'assessore regionale all'Urbanistica Alfredo Peri e la direttrice regionale dei Beni culturali Carla Di Francesco. Entro il prossimo anno, quindi, sarà pronto il «vademecum» territoriale che indicherà una strada univoca per gestire il patrimonio territoriale: montagne, fiumi, laghi, colline, corsi d'acqua e aree archeologiche. Dove si potrà costruire? E come? Si potranno mettere antenne o pale eoliche? D'ora in avanti la normativa univoca farà da faro. «L'Emilia-Romagna ha un piano paesistico importante ha spiegato ieri l'assessore Peri in vigore dall'inizio degli anni Novanta, ma abbiamo l'esigenza di rivalutare quel che è avvenuto nel frattempo. Non ci sfuggono le dinamiche e le tensioni del territorio, le richieste di aiuto per la tenuta del dissesto idrogeologico. Sarà un lavoro di merito per ripulire da anomalie, ridondanze, errori». Perché dagli anni Novanta a oggi la normativa regionale e statale si sono sovrapposte e spesso intrecciate, in modo difficile da dipanare, anche a causa delle diverse interpretazioni tra i vari livelli istituzionali. Regione e Beni culturali si sono quindi resi conto della necessità di sciogliere i tanti nodi, dando una «lettura omogenea e un'interpretazione coerente tra i pezzi dello Stato» sui vincoli che riguardano il paesaggio, applicando così il codice dei Beni culturali del 2004. «Molti vincoli oggi spiega Di Francesco sono generici, ad esempio quelli che riguardano le aree archeologiche o i corsi d'acqua. Al termine di questo lavoro di revisione sarà possibile aprire una cartografia e sapere se una zona ricade in un'area tutelata e quali sono le prescrizioni d'uso». «Questo è anche un modo aggiunge Peri per uscire dalle contrapposizioni teoriche e dalle tifoserie». E dicendo questo l'assessore pensa per esempio ai progetti di centrali eoliche o alle antenne radio-tv che, spesso, si scontrano con i vincoli imposti dalle norme e con i comitati dei cittadini. Nei prossimi mesi, dunque, un gruppo di lavoro composto da tecnici di Regione e Beni culturali esaminerà tutte le norme e i vincoli in vigore in Emilia-Romagna: saranno fatte ricerche d'archivio, verifiche e sopralluoghi e sarà deciso come aggiornare e applicare il vincolo, dettando le prescrizioni d'uso su cosa e come si potrà fare nell'area protetta. Nessun capitolo ad hoc per le aree del terremoto, anche se Regione e Beni culturali ieri hanno ammesso che le azioni promosse dopo il sisma sono servite come sperimentazione pratica delle azioni da mettere in campo sul paesaggio e sulla riqualificazione urbanistica.