L'assessore Maselli: «Pronti a collaborare». Tatarella: puntare su trasporti e turismo di Samantha Dell'Edera di Della Rocca, Mandese La città di Bari e la futura area metropolitana sono pronte alla sfida di Matera, prescelta come capitale europea della cultura per il 2019. L'assessore alle Culture e al Turismo del Comune di Bari, Silvio Maselli, ha già individuato le priorità e il percorso da seguire. Anche la Fondazione Tatarella ha chiesto di avviare un comitato operativo, qualificato e partecipato, per «sfruttare» questa occasione puntando in particolare sul sistema dei trasporti: strade, aeroporto, porto e ferrovia. ARI La città di Bari e la futura area metropolitana sono pronte alla sfida di Matera, prescelta come capitale europea della cultura per il 2019. L'assessore alle Culture e al Turismo del Comune di Bari, Silvio Maselli, ha già individuato le priorità e il percorso da seguire per trasformare il progetto del 2019 in un'opportunità. Anche la Fondazione Tatarella ha chiesto proprio a Maselli e al sindaco Antonio Decaro di avviare un comitato operativo , qualificato e partecipato, per «sfruttare» questa occasione. Assessore, Bari diventerà strategica per Matera capitale della cultura nel 2019. Quali sono i primi passi che compirà? «Innanzitutto ci metteremo in contatto con il sindaco di Matera per condividere una strategia comune. Non vogliamo essere dei parassiti, ma sviluppare una programmazione autonoma e coerente con i progetti di Matera. Una città che ha grandi qualità ma che ha lacune infrastrutturali e in particolare nel settore dei trasporti: per questo parleremo con il sindaco, per sviluppare un progetto dell'intera area metropolitana». Da dove partirete? «Dobbiamo sfruttare i flussi turistici che arriveranno. Non solo per il 2019 ma anche oltre. Perché il progetto di Matera non si fermerà solo al 2019. Ed è per questo che dobbiamo fare in modo di cogliere al massimo questa opportunità, trasformando Bari, una città al momento deficitaria su molti aspetti». Quali sono questi aspetti? «Non ci sono mostre, contenitori per la cultura contemporanea, in grado di attirare i turisti e soddisfare i gusti degli appassionati. Non c'è un'offerta strutturale per i bambini. Tutte le più grandi città italiane hanno un museo per i più piccoli. Noi non ancora. Dobbiamo potenziare ancora di più il turismo religioso, facendo conoscere la figura di San Nicola, che rappresenta una valore inestimabile. Dobbiamo valorizzare e mettere a disposizione i nostri contenitori culturali, a cominciare dal Petruzzelli: insomma agiremo su tutti i fronti». Come si cercherà di intercettare i vecchi e i nuovi flussi turistici? «A tutti i turisti che arriveranno a Bari offriremo pacchetti per conoscere meglio il territorio. Non solo quindi visite per Matera ma anche dell'intera nostra area metropolitana. Dobbiamo creare occasioni di attrazione, senza ovviamente invadere il "territorio" di Matera: lavoreremo quindi su una nostra offerta in maniera autonoma». Qual è l'obiettivo finale? «Bari deve arrivare all'appuntamento del 2019 come una città aperta, ospitale, cosa che al momento non è». Cosa intende in particolare? «E' una città a tratti respingente. Vorrei ricordare che per anni ci sono stati dei cartelli turistici con la scritta "Welcome in Bari", in un inglese quindi errato». Che strada intendete seguire per porre rimedio a questa situazione? «Dobbiamo potenziare le infrastrutture, dal porto all'aeroporto alle ferrovie e questo lo faremo in collaborazione con la Regione Puglia». Quale sarà il primo passo? «Ho intenzione di avviare un gruppo di lavoro per analizzare le criticità presenti e intervenire punto per punto, con tutti i soggetti coinvolti. Questa sfida non ce la lasceremo sfuggire e Bari aprirà le porte ai flussi turistici non solo per il 2019 ma per gli anni che seguiranno».