Scultore ironico e collezionista generoso. Un commercialista per sbaglio. Trasformò il proprio studio in un crocevia culturale dove si sentiva coetaneo di tutti, fraterno amico di Treccani, Tadini e Piero Manzoni. Nato a Milano il 7 maggio 1942, Fabrizio Pelanda era figlio di Alessandro, commercialista, e di Bruna Sampietro. Laureatosi in Economia alla Bocconi, entrò subito nello studio paterno. Si sposò nel 1970 con Patrizia Bicchi. Nacquero i figli Paolo, architetto, e Nicolò, avvocato. E poi i nipoti Otto e Lia. La passione di Fabrizio era il quartiere di Brera dei tempi d'oro con il bar Jamaica. Protagonista di numerose personali, utilizzava materiali diversi, realizzando le sue «ferraglie gioiose», oltre a quadri polimaterici e surreali collage. Consigliere della fondazione Corrente, tra le sue opere ricordiamo una scultura in latta a forma di scarpa con tanto di sigaretta e accendino.