MILANO L'anno scorso è arrivato, provvidenziale, il finanziamento extra di Arcus, la società voluta da Giuliano Urbani quando ancora era ministro dei Beni culturali, che si finanzia con una quota del 5 degli investimenti in grandi opere pubbliche. Oltre tre milioni di euro piovuti quasi dal cielo a rinvigorire un budget fiaccato da continue limature dei finanziamenti pubblici. I contributi statali erano di quasi 18 milioni nel 2000 (per l'esattezza 17.820.862) e sono scesi a 16,5 lo scorso anno. Con le risorse messe a disposizione da Arcus e altri 500mila euro concessi dal ministero si è riusciti a raggiungere 19,6 milioni. Forse la fiducia riposta dall'ex ministro sul ruolo dei privati nel finanziamento della cultura era eccessiva. Di fatto, la trasformazione della Biennale in fondazione che avrebbe dovuto preludere all'ingresso di soci non istituzionali non ha sortito gli effetti desiderati. Ad ora nessun privato ha bussato alla porta. Anche perché le soglie minime d'ingresso, come ricorda il presidente della fondazione Davide Croff, sono piuttosto alte. Per avere voce in capitolo sulle strategie dell'ente veneziano occorre mettere sul tavolo almeno il 7 del budget annuale, quasi due milioni di euro. Meglio puntare quindi sulla rete di sponsorizzazioni e partnership che in effetti hanno visto una crescita eloquente nel corso degli ultimi anni. Nel '99 questa voce pesava in bilancio solo per 415mila euro, lo scorso anno ha oltrepassato due milioni. Se si aggiungono i proventi derivanti dalla vendita di abbonamenti e biglietti il totale delle entrate proprie raggiunge 6,3 milioni, quasi il triplo rispetto a quattro anni fa. Cresce anche l'impegno degli "Amici della Biennale", l'associazione avviata nel 2003 da Franco Bernabé, che oggi conta sedici soci finanziatori. Sono invece già un migliaio gli appassionati in possesso della membership card, coniata sul modello delle grandi istituzioni culturali anglosassoni e modulata in quattro formule, con un ventaglio di tariffe tra i 50 e i mille euro. Il presidente Croff ha proceduto anche a una radicale revisione della struttura organizzativa, oggi sempre più vicina a quella di una holding industriale. E stato nominato il direttore generale, Gaetano Guerci, ed è stata creata una nuova figura manageriale dedicata al fund raising. Un'attività ad ampio raggio, dalla ricerca di finanziamenti privati alla individuazione di possibili sostegni comunitari, con una supervisione delle procedure amministrative per accelerare il recupero dei fondi pubblici.
Biennale, la campagna per gli sponsor
L'anno scorso Arcus, la società voluta da Giuliano Urbani, ha fornito un finanziamento extra di 3 milioni di euro per la Biennale di Venezia. Il budget della manifestazione è stato rinvigorito grazie ai contributi statali e a 500mila euro del ministero. Tuttavia, la fiducia nel ruolo dei privati nel finanziamento della cultura sembra essere stata eccessiva, poiché nessun privato ha ancora bussato alla porta. La fondazione ha invece visto una crescita nel numero di sponsorizzazioni e partnership, con un aumento del 50% rispetto al 1999. Le entrate proprie della Biennale sono state di 6,3 milioni di euro, con un aumento del 200% rispetto a quattro anni fa.
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