LUCCA «È risultato chiaro, a nostro avviso, dalla lettura dalla relazione finale che il progetto ANAS non è migliorabile ma da buttare per intero». A parlare è il circolo di Legambiente di Lucca e della Piana «La sua struttura di tipo autostradale, a barriera rialzata da 3 a 8 metri - continua l'associazione ambientalista - contrasta nettamente con un territorio fragile , fortemente urbanizzato, senza servizi essenziali come l' acquedotto e le fognature e non risponde ai bisogni di raccordo della mobilità urbana ed extraurbana della Piana di Lucca. L'asse Est-Ovest, quello che risulta avere il traffico più intenso , sede dei servizi pubblici e commerciali più rilevanti, non è fattibile per l'impossibilità, dimostrata, di superare l'acquedotto del Nottolini e per la vicinanza con l'autostrada che ha un'area di riserva per la terza corsia». L'asse Nord-Sud, invece, «non è realizzabile perché costituisce una diga invalicabile che divide in due la Piana di Lucca che, a detta di tutti gli esperti, è ad alta fragilità e soggetta a piene ed alluvioni e ricca di acque sotterranee. Questa cementificazione sarebbe devastante. Ci domandiamo: con questi stravolgimenti climatici, in caso di forti piogge, c'è qualcuno che è in grado di calcolare l'impatto che questo viadotto rialzato potrebbe avere sulle centinaia di abitazioni , aziende, scuole di questo territorio? Quali sono i margini di sicurezza elaborati da Anas? Noi non ne abbiamo visti. Il progetto, o meglio il piano stralcio che si vuol realizzare subito è concettualmente vecchio e datato . La Regione Toscana che ha adottato un Piano Paesaggistico innovativo può condividere uno scempio paesaggistico di questo tipo?». Infine, conclude Legambiente, «il tracciato è inutile in quanto non intercetta i principali flussi di traffico , non si ammaglia con la rete stradale, non toglie i flussi di traffico pesante su Lucca. In conclusione, il progetto va ritirato, perché il soggetto ANAS non è adatto a costruire la viabilità necessaria alla Pian di Lucca. E a chi grida che perdiamo i finanziamenti noi rispondiamo di investire questi soldi nelle Ferrovie, nella messa in sicurezza del territorio, negli acquedotti e fognature».