«Il turismo sta strangolando Venezia, pur essendo la sua principale risorsa, ma pensare di governare i flussi in arrivo è difficilissimo. La città è un piano inclinato al termine del quale c'è l'area marciana e tutti quelli che arrivano a Venezia vogliono andare là e non possiamo certo impedirglielo. È una condizione di fatto, con la quale i veneziani devono convivere. In vista dell'Expo del prossimo anno, che certamente porterà un forte aumento delle presenze, quello che possiamo fare è mettere in campo misure straordinarie, perché 150 vigili urbani sono più utili di migliaia di mappe distribuite ai turisti con itinerari alternativi. Di fronte a questa situazione ormai insopportabile dobbiamo chiedere aiuto anche allo Stato, perché la presenza di questi milioni di turisti giornalieri almeno generi risorse che possano essere utilizzate a vantaggio della città». È praticamente una dichiarazione di resa quella che il commissario straordinario Vittorio Zappalorto - che regge ora il Comune - ha fatto ieri in apertura dell'interessante tavola rotonda sui flussi turistici a Venezia, organizzata all'Ateneo Veneto dal Fai, il Fondo per l'Ambiente Italiano. Impossibile intervenire sui flussi per il commissario, e dunque, tanto vale accontentarsi della city-tax già evocata dal ministro dei Beni Culturali Dario Franceschini per ottenere almeno dai turisti giornalieri sempre più debordanti, un po' di risorse aggiuntive per governare la città. Di fatto opposto il parere del sottosegretario ai Beni Culturali Ilaria Borletti Buitoni, che ieri era l'ospite d'onore, dopo aver presentato il giorno prima alla Fondazione di Venezia il suo libro "Controcorrente", in un dibattito in cui si è parlato anche di turismo a Venezia e a cui hanno preso parte anche Cesare de Michelis, Giuliano Segre, e Maria Camilla Bianchini d'Alberigo, presidente regionale del Fai, che ieri ha moderato il dibattito. «Il punto centrale è che deve esistere una strategia per Venezia per controllare i flussi turistici - ha spiegato il sottosegretario - e io ho proposto il ticket perchè è una misura modulabile, mentre mi convince meno l'idea di una tassa e il Governo non può sottrarsi, insieme alla città, a questo compito perché l'importanza di Venezia non è certo inferiore a quella di Pompei. La rassegnazione non è ammessa, oltretutto con l'Expo alle porte che porterà 4 milioni di visitatori in più. Oggi abbiamo gli strumenti tecnologici per intervenire anche in difesa dei 56 mila veneziani rimasti che sono in balìa di questi flussi incontrollati». «Il sottosegretario Borletti Buitoni - ha dichiarato Laura Fincato, già presidente del Comitato Venezia Expo - parla di 4 milioni di visitatori a Venezia durante i sei mesi dell'Expo. Non si può pensare che tanto a maggio ci sarà un governo della città e che quindi le responsabilità cadranno sui nuovi, oppure che per gestire i flussi turistici bastino più vigili urbani, una segnaletica comprensibile o qualche app che indichi luoghi e percorsi. È un tema da affrontare subito, non solo in chiave elettorale mi rivolgo al mio Pd - ma al primo posto in questo particolare momento. So per certo che si deve provvedere immediatamente a mettere in campo risorse, competenze, decisioni per affrontare i mesi di Expo. Hub, pontili, mezzi dedicati, collegamenti di rete, interscambio terra-acqua, parcheggi, comunicazioni ed informazioni». La presidente della Provincia Francesca Zaccariotto ha invitato a non demonizzare il turismo, che resta la principale risorsa della città, ma a pensare a come organizzare diversamente gli arrivi anche con l'aiuto dei tecnici, protagonisti della giornata ieri con le loro analisi sul turismo a Venezia, come riferiamo a parte e che hanno fornito alcune indicazioni precise, come quella, prima di tutto, di diversificare l'offerta economica della città - legandola di più alla sua tradizione e al settore culturale, oltre a quello delle imprese innovative - per qualificare diversamente anche i turisti in arrivo in città e per trovare delle alternative. Perché di solo turismo, prima o poi, si muore.