L'Arte è cosa seria, serissima, qualche decennio fa precisarlo sarebbe stato pleonastico. Oggi è atto dovuto, quasi officium, di fronte al cadavere putrefatto della Cultura che, solo, vecchi becchini piangono, o forse è più un fatto d'allergia alla putrefazione di quei tessuti che la Morte rende inumani. Tal Silvano Vinceti, sostenuto dal Ministro Franceschini, annuncia, come evento d'epifania, evento di mondiale risonanza, il recupero delle ossa di Antonello da Messina, sepolto nella chiesa di Santa Maria Superiore a Messina. Chiesa fondata dai padri Carmelitani. Terza epica impresa dopo scavo e ritrovamento delle ossa di Caravaggio a Porto Ercole e Monna Lisa a Firenze. Un' «avventura» di questo tipo, non ha nulla di archeologico, nulla d'artistico, nulla di epico, nulla d'intelligente. E' semplicemente stolida, inutile, irriguardosa, dispendiosa. Un attentato all' Arte, ma più alla Cultura. E' feticismo cadaverico, cimiteriale, che andrebbe eziologicamente esplorato, psichicamente studiato, alla ricerca del senno perduto, del buonsenso perduto, del pudore perduto. Lecito, quando la Cultura è solo un fard per correggere il cadaverico pallore dell'ignoranza, scambiare la grandezza dell' Artista con la Vita dell' artista, che nulla ha mai di grande. La Grandezza dell' Artista non è deperibile, alienabile, corruttibile, mentre lo è la Vita, deperibile, alienabile, corruttibile. Impossessarsi di ossa, accanirsi contro quel che resta d'un uomo, più polvere confusa di chissà quale provenienza, animale vegetale, che ossa, esibire miserandi resti che nulla hanno d'umano e di uomo, d'arte e d'artistico, sicuramente non giova all' Arte, ma sicuramente garantisce, a chi osa cotanto, una patente d'ignoranza pura, allo stato brado, che nessuna polizia municipale vorrà mai ritirare. Così come l'habitus funereo garantì al magnifico Rosario Chiarcaro di Pirandello la patente di jettatore a vita. Lo spreco di danaro per una simile dissennata "mission" è tale che mostre magnifiche, utilmente allestite, potrebbero devotamente rendere onore, non alle ossa cariate incancrenite di un uomo del Quattrocento, al secolo «Antonello», ma al suo genio che non incancrenisce mai, che non conosce usura, carie, tarli, di tempo e d'uomini. Il metro di misura dell' Artista è l'eternità, cui non potrà sfuggire mai, quasi legge di contrappasso. Epico sarebbe, anzi mitologico, dunque, restaurare, prima che diventino vermi macerie filamenti, molte delle sue tele, abbandonate come altre di grandi artisti all' incuria e alla culpa in vigilando di chi deve custodire tutelare. Culpa in vigilando per mancanza di pathos, per escrescenze fibromatose contagiose su quel territorio dell'anima che fa da placenta al pathos. Pensiamo, per esempio, all' «Annunciazione» di Palazzolo Acreide (Siracusa, Museo Nazionale), al suo restauro, prima che se ne perda del tutto la purezza, la nitidezza delle forme, la contaminazione con motivi ancora fiamminghi, come la Vergine bionda, evanescente, evocativa delle figure di Petrus Christus. Assai meglio va al «San Girolamo nello studio», perché, sottratto all'incuria sicula, è devotamente custodito alla National Gallery di Londra. E' nel dna della cultura inglese il rispetto per l' Arte, la devozione per l'Arte, ben oltre l'artista. Non ci risulta che nessun ministro inglese si sia fatto promotore di uno scavo d'ossa, esecranda risibile crociata, come non ci risulta che una sola sterlina si stata consumata in simili.. sparate, bandite ai quattro venti come fossero missioni archeologiche! Per molto meno, in Inghilterra, si sarebbe radiati a vita dalla Politica della Nazione, mentre in Italia si ottengono finanziamenti e promozioni. Altro modo d'onorare l' Artista, ma più l'Arte, di cui l'Artista è strumento, sarebbe consentire la visita a quei musei siciliani, dove qualche tela d' Antonello ha la disgrazia d'essere esposta. Chiusi sempre, nei festivi! Paradosso tra gimkana di paradossi siculi. «Chi l' ha visto» quel capolavoro antonelliano, L' Annunciata (Palermo, Museo Nazionale), chi ha potuto ammirarne lo studio appassionato della volumetria del volto della vergine, lo stacco cromatico del velo azzurro sul fondo scuro? Molti, moltissimi, invece, hanno visto e goduto della «Crocifissione» di Anversa (Musées Royaux des Beaux Arts de Belgique), perché ad Anversa e in molti Paesi del Mondo civile i musei sono aperti anche di notte, nei festivi. Visitare l' Arte è una gran festa nei Paesi in cui l' Arte fa Cultura, è Cultura. Fa Storia, è Storia. Il Genio del nostro Antonello, malato anche lui di sicilitudine, cercò rotte sempre nuove, si emancipò dalla vecchie, non volle àncore, che facessero da freno, alla sua creatività. A Venezia la sua arte appare rinnovata arricchita, soprattutto cromaticamente, dal rapporto con il pittore veneto Giovanni Bellini. 19102014