Fu rinvenuto casualmente, venticinque anni fa, da un massaro nel suo fondo e da allora divenne orgoglio e vanto della grande civiltà nata dall'unione dei sicelioti con i greci Venticinque anni fa, nel 1999, veniva casualmente scoperto quello che sarebbe sin da subito diventato il simbolo dell'archeologia iblea. Un blocco di pietra calcarea ribattezzato "il Guerriero di Castiglione". Una grande lastra scolpita nel più tipico calcare ibleo, di fatto l'architrave che reggeva l'ingresso di una tomba monumentale della zona - appunto - di Castiglione. Si tratta della contrada con la quale si conclude il grande altopiano ragusano ed inizia la pianura dell'Ippari e del Dirillo, insomma di Comiso, Vittoria ed Acate. Contrada nella quale da sempre sono presenti inurbazioni, prima sicule (fondazione intorno al VIII sec. a. C.), poi greche (a partire dal VII sec. a. C.), poi infine "siceliote". Ed è a questa fase che bisogna far risalire la realizzazione del "Guerriero". I Sicelioti furono infatti il bellissimo risultato della fusione etnica e culturale del popolo indigeno, i Siculi appunto, con i colonizzatori, i Greci. Una posizione strategica, al culmine di una collina dalla quale si domina la pianura di Vittoria (ma meglio sarebbe dire di Gela e di Kamarina, posto che all'epoca del fiorire della civiltà siceliota Vittoria non esisteva ancora). E dove un Principe, tale Pyrrinos figlio di Pytikkas, disponeva per il suo cadavere una monumentale tomba. A far da ingresso al mausoleo un architrave col suo ritratto, eseguito dallo scultore Sqyllos. Sin dalla scoperta, la lastra ha appassionato gli studiosi perché oltre all'aspetto artistico, rappresenta un fatto quasi eccezionale, nell'angolo in basso a sinistra rispetto all'osservatore, un'iscrizione in greco arcaico (tant'è che le tre righe dell'iscrizione sono riprese da destra a sinistra). L'epigrafe - collocata vicino le gambe del cavallo insellato da Pyrrinos - perpetua il nome del defunto, del padre e, fatto davvero eccezionale in tutta l'area della Magna Grecia, anche l'autore del manufatto artistico. In effetti uno dei soli due esempi, l'altro essendo il nome dell'architetto che realizzò il Tempio di Apollo a Siracusa, scolpito alla base di una colonna dell'edifico sacro. La lastra raffigura un personaggio armato, con un grande scudo rotondo, che incede a cavallo di un destriero da guerra. La testa del personaggio è enorme, sproporzionata rispetto al resto della scultura, e a tutto tondo, frontale. A destra e sinistra rispetto al guerriero due protomi: un toro e una sfinge. Anche il bordo inferiore è decorato, con un cavallo scolpito ad alto rilievo, a dimostrazione che si trattasse di un architrave sotto il quale si doveva passare per entrare nel mausoleo. L'opera viene collocata dagli esperti tra la fine del settimo e l'inizio del sesto secolo avanti Cristo, e attribuita ad una scuola dell'area iblea che in quel periodo si rese protagonista di diverse opere riferite alla produzione artistica corinzia e siracusana. Il Guerriero di Castiglione è quindi una importantissima testimonianza del passato greco-arcaico del nostro territorio, oggi conservato al Museo ARCHEOLOGICO di Ragusa per il quale è diventato anche il logo ufficiale. Esso rappresenta in effetti l'intera archeologia iblea, presso il museo ed in altre occasioni nelle quali è stato mostrato. Singolare anche le circostanze del suo rinvenimento. Nel 1999 un massaro ragusano lavorava nel suo fondo in contrada Castiglione quando l'erpice del suo trattore si impuntò. Ne era causa quello che in un primo momento parve solo un grande masso calcareo, quello che in dialetto è una "puntara". Tolta la terra che da duemila anni lo ricopriva, il Guerriero si mostrò in tutta la sua bellezza e venne portato al museo. 19102014
SICILIA - Il guerriero di Castiglione l'archeosimbolo ragusano
Il Guerriero di Castiglione è un blocco di pietra calcarea scolpito con un ritratto di un guerriero armato, scoperto casualmente nel 1999 da un massaro in contrada Castiglione. La lastra rappresenta un personaggio con un grande scudo rotondo, che incede a cavallo di un destriero da guerra. La testa del personaggio è enorme e a tutto tondo, frontale. La scultura è attribuita ad una scuola dell'area iblea, tra la fine del settimo e l'inizio del sesto secolo a.C. Il Guerriero di Castiglione è un importante testimonianza del passato greco-arcaico del territorio e rappresenta l'intera archeologia iblea.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo