Il Colosseo è inondato dalla luce del sole, appena schermata dal velarium che fa da copertura. Nell'arena i gladiatori si combattono senza esclusione di colpi, mentre sulle tribune gli spettatori urlano e applaudono. Sembra di essere davvero nella Roma imperiale, finché le immagini non scompaiono, in sala si accendono le luci e ci si ritrova in un teatro virtuale del XXI secolo. Quello da 150 posti che entro la primavera del 2006 sorgerà a Roma, nella zona del Colosseo (anche se la collocazione definitiva non è stata ancora decisa). L'obiettivo è offrire alle migliaia di turisti che affollano quotidianamente i siti archeologici più famosi della capitale un «antipasto» prima della visita sul campo: una sorta di viaggio nel tempo che sia non solo originale ed emozionante, ma che fornisca anche informazioni storiche e archeologiche più dirette e accattivanti di quelle contenute nei pannelli esplicativi posti all'ingresso dei monumenti. Un comitato scientifico composto da esperti italiani e internazionali garantirà la fedeltà storica dei modelli ricostruiti al computer. Nel progetto Virtual Rome, che riproporrà edifici e scene di vita della Roma imperiale ricostruiti in 3D dal computer, sono stati coinvolti archeologi e ingegneri del software di mezzo mondo. La società romana Past Perfect Productions, ideatrice dell'iniziativa, «digitalizza» i siti archeologici, progetterà e studierà i contenuti del film. La AF Costruzioni, invece, si occuperà dello spazio che dovrà ospitare il teatro virtuale. La parte tecnologica è stata affidata a tre colossi americani, l'Università della California di Los Angeles, l'Università della Virginia e la Fakespace Systems, che ha già stupito il mondo con il suo virtual unwrapping (traducibile con «spacchet-tamento virtuale») della mummia del sacerdote egiziano Nesperennub, nell'ambito della mostra Mummy: The inside story al British Museum di Londra. I personaggi virtuali e le folle saranno poi realizzati dal Dipartimento di matematica e informatica dell'Università di Salerno. Il risultato sarà un filmato della durata di 10-15 minuti che permetterà ai turisti, una volta inforcati gli speciali occhiali per la visione 3D, di immedesimarsi negli spettatori dell'Anfiteatro Flavio, o di passeggiare nei Fori imperiali all'epoca del loro massimo splendore, o di visitare la Casa di Augusto, la Basilica di Massenzio, la Domus Aurea neroniana. Ma presto ci si potrà muovere anche nella necropoli e nel teatro romano dell'antica Nuceria Alfaterna. Già, perché a novembre aprirà un teatro pilota, più piccolo di quello romano, a Nocera Inferiore, in provincia di Salerno. In questo caso la scommessa, su cui ha puntato il Patto dell'Agro Nocerino-Sarnese (un'agenzia nata per favorire l'occupazione sul territorio della Valle del Sarno), non è tanto di attirare turisti su una rotta poco battuta, ma di sfruttare la realtà virtuale per ridestare negli abitanti della zona l'amore per il proprio patrimonio culturale. Queste iniziative, in ogni caso, non intendono affatto sostituire i classici tour archeologici con tour virtuali. Al contrario, si sta pensando a come portare l'alta tecnologia all'interno dei siti stessi. Le vecchie audioguide, per esempio, hanno i giorni contati: saranno sostituite da computer palmari e videofonini (è il caso di Paestum e Micene, grazie al progetto Agamennon) che faranno vedere, in tempo reale, le ricostruzioni digitali dei monumenti che si stanno visitando. La Soprintendenza archeologica di Roma ha già «promosso» i palmari, progettati dalle società Pierreci, Audioguide e Global Art Systems, e ne ha sviluppato i contenuti per la Domus Aurea. Nella Casa del Centenario, a Pompei, con il supporto della locale Soprintendenza, sono stati invece testati con successo gli handheld (via di mezzo tra un palmare e un computer portatile) denominati Muse (Museums and sites explorer), nati da una collaborazione tra Ducati Sistemi, Università di Bologna e ArtResearch. Dovrebbero essere disponibili dal prossimo settembre. Il dispositivo su cui si basa Muse è assai più potente di un palmare e dunque permette di gestire un'intera banca dati di immagini virtuali, ma anche autentici film con tanto di colonna sonora. Inoltre, l'handheld sarà dotato di bussola, accelerometro e di un sensore Gps, grazie ai quali potrà determinare con precisione la posizione dell'osservatore. Ciò significa, in sostanza, che il turista potrà ammirare i resti dei monumenti che lo circondano e, al tempo stesso, osservare sul monitor la loro ricostruzione virtuale. Ma «muoversi» negli ambienti tridimensionali generati dal computer non è ancora abbastanza confortevole. Al Cineca (il Consorzio interuniversitario per il calcolo automatico dell'Italia Nord orientale) di Bologna si stanno sperimentando soluzioni ancora più innovative. Per esempio, guanti interattivi che permettono di navigare in una villa romana con il solo movimento delle mani e che ricordano quelli che Steven Spielberg ha fatto indossare al poliziotto della Precrimine interpretato da Tom Cruise in Minority report. «1 guanti, "registrando" la posizione delle dita grazie a un sistema di raggi infrarossi, permettono di muoversi con un discreto margine di libertà nella terza dimensione» spiega il ricercatore Michele Diegoli. «Il futuro della realtà virtuale è questo, perché è questo che vuole la gente».