NEL pieno della campagna elettorale per le regionali, scattano i primi lavori per il Tecnopolo di Bologna. Il primo step sarà la demolizione delle parti fatiscenti dell'ex Manifattura Tabacchi, dove in futuro sorgerà il nuovo centro di ricerca. Ad aggiudicarsi i lavori è stata la bolognese Faro Service di Fabio Pondrelli. La ditta si occuperà dell'abbattimento e della rimozione dei rifiuti, senza toccare però le parti vincolate dell'ex Bat che portano la firma dell'architetto Pier Luigi Nervi. Salvo imprevisti, il cantiere in via della Manifattura dovrebbe chiudersi entro la fine dell'anno. L'appalto, spiega la vicepresidente regionale, Simonetta Saliera, vale 128mila euro (più Iva). Grazie alla gara, viale Aldo Moro è riuscito ad ottenere uno "sconto" sul prezzo iniziale quasi della metà (ma senza ridurre i costi per sicurezza e manodopera). «Abbiamo rispettato i tempi promessi ai cittadini prosegue la Saliera ora, esperiti gli aspetti tecnici, potranno partire i lavori di demolizione degli edifici fatiscenti in modo che l'area dell'ex Bat torni ad essere in sicurezza». Una volta completata la bonifica, scatterà la costruzione vera e propria del Tecnopolo. La zona supera i dieci ettari, pari a quasi 13 campi da calcio. Manca, però, ancora il via libera al progetto definitivo, su cui serve l'ok della conferenza dei servizi. Il costo dell'opera si aggira sui 58 milioni di euro e vede la partecipazione anche dell'Università di Bologna, Enea, Istituto Rizzoli e i laboratori Arpa. «Nel 2015 apriremo i cantieri», è la promessa della Saliera. Nella sede del Tecnopolo bolognese ci sarà spazio per start up, laboratori per la ricerca scientifica e un centro di studio sui fenomeni sismici. Il concorso internazionale per il progetto si è concluso nel 2012. A spuntarla è stato il prestigioso studio di architettura tedesco GMP von Gerkan Marg und Partner, noto nel mondo per aver firmato decine di progetti, dagli stadi dei Mondiali di calcio alla nuova stazione ferroviaria di Berlino. Ma i tempi di realizzazione sono già slittati diverse volte (l'avvio dei primi lavori era previsto un paio d'anni fa). Solo a settembre, invece, è arrivato il via libera della Sovrintendenza, che ha così permesso alla Regione Emilia Romagna di pubblicare il bando per la demolizione.