«STANOTTEho dormito sotto un albero, il cannone ogni tanto mi svegliava». Pisa, diario privato, anno 1944. Appunti di Elio. «Ancora cannonate tedesche. Una scheggia ha colpito il susino davanti alla finestra della cucina e scottava ancora quando l'abbiamo raccolta. Dice che i tedeschi siano ancora a Torre del Lago. Sparano su Porta a Lucca. Un carro armato si è fermato al cancello...». La guerra sull'uscio di casa, estate 1944. Pisa, appunti di Anna. «Continuano a cadere granate anglo americane oltre la città», diario di Sebastiano, girando pagina: «Si sentono i sibili della granata. Viene fatto saltare dai tedeschi il lanificio Marzotto; il macchinario viene portato via. Il custode Gino Cioni che non voleva far entrare i tedeschi in una casa a lui affidata, viene ucciso». Sono fogli a quadretti, sono fogli a righe, sono date, scritture ordinate, sono vecchie fotografie in bianco e nero, immagini seppiate, con piccole note a margine «stabilimento Marzotto », «via Carmignani», «chiesa di San Michele». Da sole sono soltanto schegge prese dall'album dei ricordi, il progetto Memory Sharing portato avanti dall'Associazione Acquario della Memoria ideato fra gli altri dal regista Lorenzo Garzella (documentarista, che ha firmato il film «Il Mundial dimenticato ») le ha trasformate in una narrazione e in un libro che si intitola: «Diari del coprifuoco». Mette insieme uomini e donne, recupera diari privati sconosciuti e incolla i giorni di quell'estate nel 1944 a Pisa vista attraverso le parole scritte da sei persone. Anna Manetti, una maestra diventata poi suora, Mario Gattai, il commissario prefettizio fino alla liberazione della città, Tina Tomasi, pedagogista, Elio Giannessi, ferito a El Alamein, poi inviato sul fronte francese e quindi a combattere fra i partigiani, Sebastiano Timpanaro, intellettuale, laureato in fisica e direttore nel 1941 della Domus Galileiana di Pisa, Gustavo Cenni, appassionato di scultura, fece anche il fotografo e dopo la guerra lavorò in soprintendenza. Proprio quest'ultimo documenta l'incendio del Camposanto in piazza dei Miracoli. «E' già buio pesto e dai grandi e numerosi finestroni del Duomo entra ora una luce così abbagliante per l'incendio da sembrare di essere in una giornata di pieno sole (...). Giù numerose e pregevoli opere, particolarmente gli affreschi del corridoio settentrionale erano più o meno andati distrutti da innumerevoli schegge che picchiando sulla superficie affrescata aveva causato la spappolamento della superficie (...)». Sono pagine dure: «Chissà - annota Gustavo - quando questa situazione potrà cessare, non vediamo per il momento nessuna via d'uscita».
I quaderni privati che raccontano Pisa nell'estate di guerra
In Pisa, durante la seconda guerra mondiale, gli abitanti vivono in un clima di guerra e paura. I tedeschi bombardano la città e i partigiani combattono contro di loro. I diari di sei persone, scritti durante quell'estate del 1944, raccontano la loro esperienza vissuta. Anna Manetti, una maestra diventata suora, descrive la vita quotidiana sotto il coprifuoco. Mario Gattai, il commissario prefettizio, racconta le sue esperienze come ufficiale. Tina Tomasi, una pedagogista, descrive la vita dei bambini durante la guerra. Elio Giannessi, un ferito a El Alamein, racconta la sua esperienza sul fronte francese.
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