Da pochi giorni Guido Curto è ufficialmente il nuovo direttore dell'Accademia Albertina di Belle Arti di Torino, dopo oltre un decennio di direzione di Carlo Giuliano. Per raccontare Guido Curto bisogna descrivere una grande passione per l'arte che si è ramificata negli anni tra l'insegnamento passando dalle Accademie di Palermo e di Carrara prima di giungere a Torino e il ruolo di critico ma anche di curatore di mostre, da artisti internazionali come Carol Rama a giovani esordienti. Poi c'è il canottaggio, ritagliato nelle pause sulle acque del Po, «una sorta di terapia per lo stress e la concentrazione» dice lui. Professor Curto, si dice che la sua sia la passione di un figlio d'arte. È vero? «In un certo senso sì, perché mio padre Silvio Curto è stato per vent'ànni direttore del Museo Egizio e poi Soprintendente alle Antichità Egizie, mentre mio nonno Carlo era professore di letteratura italiana al Liceo Gioberti e poi all'Università. Io, però, mi sono appassionato all'arte contemporanea, perché è una dimensione in sintonia con il mio carattere, forse proprio per la sua nevrosi, che è un mio tratto personale. Una nevrosi anche produttiva, vista la sua poliedricità nel campo dell'arte. È come un cerchio. Attraverso il lavoro di critico e di curatore mi mitro dì immagini ed emozioni, che poi riverso nell'insegnamento ai ragazzi, dal quale infatti non ho chiesto l'esonero. Questo nuovo incarico di direttore rappresenta, invece, l'aspetto di impegno civile ed ideale, cioè una sorta di altruismo intensamente concreto e realizzativo. Per me e per gli altri». Quali sono stati i punti cardine del suo "programma elettorale", che l'hanno fatta stravincere alle recenti elezioni per la direzione dell'Accademia torinese? «Prima di tutto proporre l'Accademia di Torino come polo dell'alta formazione artistica di Piemonte, Valle d'Aosta e Liguria, un punto di riferimento insomma. Poi l'idea di avere stretti contatti e sinergie con i tanti enti e istituzioni che sul territorio si occupano di arte contemporanea». Ad esempio? «Con il Castello di Rivoli lavoriamo già da anni a un corso con seminari e conferenze tenuti da esperti ed artisti di fama internazionale. Vi sono passati Kossuth, Pistoletto, l'iraniana Shirin Neshat, Mare Augé, il direttore del Museo Pecci di Prato Daniel Soutif, Achille Bonito Oliva, e proprio l'altro ieri Mario Perniola. Poi alla Fondazione Sandretto un gruppo di allievi dell'Accademia ha dato vita all'associazione Entrarte, con il ruolo di custodia delle sale espositive delle mostre ma anche di mediatori tra opere e pubblico. Così stiamo facendo anche con la neonata Fondazione Merz. Cercare di creare degli sbocchi professionali coerenti per i ragazzi». A proposito, Bonito Oliva ha detto che a Torino manca una rete connettiva e operativa tra enti e realtà che si occupano di cultura. Lei che ne pensa? «È vero che si fa poco sistema, ma ci sono criticità che non dipendono da noi. Penso al mancato coinvolgimento nel centro per il restauro che si è appena costituito alla Venaria del nostro corso di restauro, attivo da sei anni e con docenti del calibro di Gianluigi Nicola e Antonio Rava. Oppure alla nostra esclusione dal progetto di T1, la nuova versione di Big, che ci sarà a novembre». La "sua" Accademia, perciò, cercherà di togliersi la polvere di dosso e di farsi riscoprire da una città che l'ha dimenticata? «Vorrei che l'Accademia diventasse una sede di eventi e dibattiti del circuito culturale cittadino, e soprattutto un laboratorio di produzione artistica fra tradizione e innovazione. Un luogo di passaggio aperto al mondo. Se ci riesco, il prossimo anno tutta l'Accademia andrà in gita a New York!».
Torino: Accademia, ti svecchierò
Guido Curto è stato nominato nuovo direttore dell'Accademia Albertina di Belle Arti di Torino, dopo oltre un decennio di direzione di Carlo Giuliano. Curto è un grande appassionato dell'arte, con una passione che si è sviluppata negli anni tra l'insegnamento e il ruolo di critico e curatore di mostre. Ha anche una passione per il canottaggio, che considera una forma di terapia per lo stress e la concentrazione. Curto ha un background artistico familiare, con padre Silvio Curto che è stato direttore del Museo Egizio e nonno Carlo che è stato professore di letteratura italiana.
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