INTERMEDIARI, PUBBLICI UFFICIALI, IMPRESE. NELL'INCHIESTA SU ANTONIO ACERBO IL MANUALE DELLA CORRUZIONE Obiettivo Expo 2015. Tradotto: appalti. Ricchissimi e soprattutto pubblici. Ordine di scuderia: corrompere. Già, ma come? La rete dei contatti è decisiva. Ancora di più garantirsi un robusto intermediario. Dopodiché, agganciato il pubblico ufficiale, tutto è in discesa e si può decidere dinamica della corruzione e forma della tangente. Il breviario della mazzetta emerge dalle cinquanta pagine di ordinanza di custodia cautelare con cui due giorni fa il giudice per le indagini preliminari Fabio Antezza ha disposto gli arresti domiciliari per Antonio Acerbo, alias il luogotenente, ex responsabile del Padiglione Italia in Expo accusato di corruzione dalla procura di Milano. Un breviario che prevede anche il rapporto con la stampa amica. Per capire ecco protagonisti e obiettivi. Da un lato le imprese Maltauro e Tagliabue, dall'altro l'appalto da 42 milioni di euro per le "Vie d'acqua". In mezzo il pubblico ufficiale, la società Expo spa e "soggetti qualificati che svolgono funzioni di collegamento illecito", gli intermediari. Questi gli ingredienti. Ora il piatto forte. Che per la Tagliabue spa, mette a verbale il socio di maggioranza Giuseppe Asti (non indagato), inizia quando in azienda entra il direttore commerciale Andrea Castellotti. "Il rapporto con la società Expo si avvia con lavori minori (...) che mi sono stati veicolati da Castellotti (...) Me lo avevano presentato come un uomo di Comunione e liberazione in grado di avere tutte le entrature giuste (...). Mi ha detto che conosceva molto bene Antonio Acerbo". Con lui, rassicurava l'intermediario, "il dialogo era privilegiato". Stessa regola per Maltauro. Qui "il soggetto qualificato" non è Enrico ma il cugino Giandomenico. Ne parla un impiegato dell'azienda. Bartolomeo Nizzetto: "Domenico Maltauro che non ha alcun ruolo formale in società, in ragione dei lavori che coinvolgevano il comune di Milano ha avuto modo di conoscere l'ingegner Acerbo". La rete è tirata. Il contatto agganciato. Si passa alla seconda fase. Il tentativo di corruzione che se per Maltauro va a buon fine per Tagliabue sfuma. Racconta sempre Asti: "Io sono stato coinvolto (...) in Tangentopoli e sono riuscito a dimostrare la mia estraneità. Questo perché fin da allora mi sono sempre rifiutato di ringraziare i pubblici ufficiali in maniera diretta". Ieri come oggi niente bustarelle. Castellotti riferisce ad Acerbo, il quale rilancia: "Disse che si sarebbe accontentato di un ringraziamento per il figlio". Un lavoro insomma. Più avanti Asti incontrerà il giovane Livio Acerbo rendendosi conto che "è una persona priva di qualsiasi professionalità". A tal punto che anche un consulenza, dice Asti, "la ritenevo troppo sporca". Chiude l'accordo, invece, Maltauro. Prezzo: 36 mila euro. Questa la corruzione accertata dalla procura. Anche se da un'intercettazione si comprende che Acerbo senior ha chiesto una tangente complessiva di circa 300 mila euro. Sul fronte Maltauro-Acerbo la mazzetta garantisce una corruzione 24 ore su 24. Ne è un esempio l'appalto Expo per le "Architetture dei servizi" finito nell'inchiesta sulla presunta cupola composta tra gli altri dall'ex Dc Gianstefano Frigerio e dal compagno G Primo Greganti. In questo caso, ricostruisce il giudice, il servizio di Acerbo è quello di insider all'interno della commissione di gara. Riferisce Nizzetto: "Fu Maltauro a indicarmi Acerbo come possibile fonte d'informazioni". Acerbo ripaga la fiducia. Comunica che l'allora presidente della commissione Angelo Paris (altro presunto membro della cupola) "aveva delle riserve nei confronti del nostro progetto". Maltauro da Frigerio. "Nell'ottobre 2013 racconta Nizzetto mi disse che si era attivato tramite i suoi canali e che anche Paris non era più un ostacolo". Le istruzioni per l'uso della mazzetta si chiudono con l'appalto per le "Vie d'acqua" che nel gennaio scorso viene ridimensionato dopo che il direttore lavori di Expo Carlo Chiesa contesta a Maltauro "la violazione del protocollo di legalità" e una multa di 2,5 milioni di euro. Il 7 marzo scorso Acerbo telefona a Paris. "Mi ha chiamato Maltauro sta venendo fuori un casino epocale (...) Enrico è scatenato". Racconta che Maltauro vuole andare al Corriere della Sera e a Rai1. Il 19 maggio scorso, sentito in carcere dai magistrati, Paris chiarirà il senso di quella telefonata. "Riferirà annota il gip di aver compreso la stretta vicinanza tra Acerbo e Maltauro". La tangente Expo è servita.