Sono assolutamente felice di venire a occuparmi del museo torinese, lo reputo un grande onore. Ha una collezione straordinaria, non esiste nulla del genere in Europa». Elena Vassilika, egittologa e studiosa di origine greca ma cittadina britannica, è da ieri mattina dopo l'approvazione della nomina da parte del Comitato scientifico il nuovo direttore della Fondazione Antichità Egizie. L'abbiamo raggiunta al telefono a Hildesheim, dove da cinque anni dirige il Roemer und Pelizaeus Museum, poco dopo la conferma ufficiale dell'incarico. Signora Vassilika, se lo aspettava? «Non saprei, so soltanto che adoro l'idea di impegnarmi in una nuova situazione, con uno staff come quello che si è formato nel museo torinese. Un museo che ho visto una prima volta nell'83, di impianto antico, ottocentesco: ne ebbi un'ottima impressione. Ci sono tornata altre volte, l'ultima due settimane fa. Adesso non vedo l'ora di venire per iniziare a lavorare: sarà alla fine di luglio, quando le mie figlie Teodora e Alexia avranno finito la scuola. Mi stabilirò a Torino con la mia famiglia». Ha già qualche progetto? «Guardi, per conoscere un museo bisogna passeggiare, osservare, ci vuole tempo. Credo però di sapere fin d'ora che occorrerà innanzitutto portare questa collezione al pubblico, fare capire quanto è importante. È questa una grande opportunità. Poi ci saranno gli interventi a breve, medio e lungo termine». Ovvero? «Nel breve termine si creeranno le didascalie in due lingue e informazioni differenziate per i diversi pubblici. Non tutti visitano un museo con la stessa preparazione e lo stesso tempo a disposizione, occorre tenerne conto. Bisogna aggiornare il museo anche rendendolo piacevole. Voi a Torino avete diversi musei con collezioni antiche: ebbene, spesso questo genere di istituzione è stancante, ci sono troppi pezzi da vedere e pochi posti a sedere. Si comincerà da interventi semplici all'insegna del comfort, della comodità. Io ho due figlie di dieci e dodici anni, so che cosa si aspettano da un museo e che cosa invece le annoia. So anche che le donne devono potersi recare nei musei con i bambini piccoli e che gli anziani hanno bisogno di trovarsi a loro agio, che molti infine chiedono di usufruire di audioguide. Anche la tecnologia ha la sua importanza». E per il futuro? «In un secondo tempo si arriverà a interventi più radicali, dalla "coreografia", all'allestimento, alla sicurezza. Credo fin d'ora di non volere chiudere il museo nemmeno quando inizieranno i lavori veri e propri di ampliamento. Sarebbe più semplice, ma io ritengo ingiusto per il pubblico. Dunque si utilizzerà un sistema a rotazione, tenendo aperte le parti non interessate dai cantieri». Che cosa si augura per il nuovo incarico? «Di essere accettata, rispettata, approvata. Credo molto nel lavoro a squadra: in questa fondazione appena nata mi pare ci siano i presupposti per operare bene insieme».
Ecco il mio Egizio per grandi e bambini
Elena Vassilika, egittologa e studiosa di origine greca ma cittadina britannica, è stata nominata il nuovo direttore della Fondazione Antichità Egizie di Torino. Ha iniziato a lavorare al Roemer und Pelizaeus Museum di Hildesheim da cinque anni. Vanta una collezione straordinaria e si sente onorata di lavorare al museo torinese. Il suo primo obiettivo è quello di portare la collezione al pubblico e renderla più accessibile. Ha già alcuni progetti in mente, tra cui l'aggiornamento del museo e l'introduzione di tecnologie innovative. Vanta l'esperienza di lavorare con diverse tipologie di visitatori, tra cui famiglie con bambini piccoli e anziani.
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