SONO L'AMAREZZA E UN SENSO DI IMPOTENZA i sentimenti dominanti all'indomani della denuncia su Repubblica dell'archeologo Salvatore Settis sul diktat del governo su otto nuovi insediamenti eolici in Puglia, nonostante il parere negativo delle Soprintendenze. E se la Regione, attraverso la vicepresidente Angela Barbanente ha già promesso battaglia, l'urbanista Dino Borri, presidente regionale del Fai non rinuncia al suo j'accuse: «Speravamo che la stagione per larghi versi distruttiva dell'eolico in Puglia si fosse avviata verso un governo più saggio per gli impatti devastanti che ha avuto sul territorio, pur risparmiandoci i gas serra. Fa parte invece di un progetto furioso e terribile del governo attuale per l'ambiente e il paesaggio, un disegno incomprensibile per certi versi». E se la maggior parte dei nuovi impianti sarà installato in Capitanata, Borri ricorda che «il paesaggio della Puglia settentrionale è uno dei grandi paesaggi d'Europa. Già ha subito forti compromissioni con la prima stagione dell'eolico, adesso si finirà col distruggerlo. Le Soprintendenze, con tutti i limiti, fanno bene a tentare di difendere il paesaggio. È paradossale semmai che il governo sconfessi il loro ruolo». Ne sa qualcosa Francesco Canestrini, soprintendente ai Beni architettonici e paesaggistici a Lecce, Brindisi e Taranto: «Facciamo di tutto per difendere il territorio, perché il nostro obiettivo è la salvaguardia del paesaggio, protetto dall'articolo 9 della Costituzione. Ma è una lotta impari contro le decine di aziende che qui vogliono installare i parchi eolici. Il punto è che il ministero dovrebbe avere più strumenti per difendere il paesaggio. In Salento, per esempio, in un territorio pianeggiante fra ulivi secolari, masserie e tratturi, anche tre aerogeneratori bastano per determinare un impatto devastante». Secondo poi Maria Nardella, direttore regionale per i Beni culturali e paesaggistici, «Il caso denunciato da Settis è solo la punta dell'iceberg: siamo travolti dalle richieste di parere sui nuovi insediamenti. Inseguiamo il ruolo istituzionale che ci è proprio e, secondo la legge, il nostro parere è di natura vincolante. Noi dobbiamo rispettarla la legge, abbiamo degli obblighi, il governo si assumerà le sue responsabilità ».
PUGLIA - "Giù le mani dal nostro paesaggio" coro di no ai parchi eolici in Capitanata
L'archeologo Salvatore Settis ha denunciato il diktat del governo su otto nuovi insediamenti eolici in Puglia, nonostante il parere negativo delle Soprintendenze. L'urbanista Dino Borri, presidente regionale del Fai, ha espresso la sua disapprovazione e ha accusato il governo di avere un progetto "furioso e terribile" per l'ambiente e il paesaggio. Le Soprintendenze hanno tentato di difendere il paesaggio, ma il governo sembra sconfessarne il ruolo. Il punto è che il ministero dovrebbe avere più strumenti per difendere il paesaggio, in particolare per gestire le richieste di parere sui nuovi insediamenti.
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