NOVE mostre di arte contemporanea con opere dalle collezioni dei musei e delle fondazioni cittadine, da realizzare dal 1 maggio al 31 ottobre 2015, durante il periodo dell'Expo milanese, per lasciare poi il testimone ad Artissima. Un'esposizione permanente, una sorta di quartier generale, a Torino Esposizioni, nel Padiglione Giovanni Agnelli, le altre otto a rotazione, due per ognuna delle quattro sedi prescelte, ovvero la Gam, il Castello di Rivoli e le fondazioni Sandretto e Merz. Un bellissimo sogno, ma per ora non c'è certezza delle risorse. E si cercano sponsor. Tema guida dell'iniziativa, illustrata ieri mattina in commissione cultura dall'assessore civico Maurizio Braccialarghe durante la presentazione della programmazione culturale 2014-2015, è quello di fare emergere il potenziale della città nel settore, fornendo l'opportunità anche a chi verrà da fuori di ammirare quel patrimonio che fa di Torino la capitale dell'arte contemporanea. Un progetto, del costo complessivo di un milione e duecentomila euro, già avviato si è formato un gruppo di lavoro composto dai direttori delle istituzioni Danilo Eccher, Beatrice Merz e Patrizia Sandretto, con la numero uno di Artissima Sarah Cosulich su cui gravano però diverse incognite. Una di queste riguarda il curatore, che dovrebbe essere Francesco Bonami, come previsto quando, in una prima ipotesi avanzata la scorsa primavera, tutto questo si sarebbe dovuto realizzare alle Ogr, peraltro non agibili in quel periodo per il protrarsi dei lavori di bonifica e recupero. La presenza o meno di Bonami è ora legata a questioni di budget. «Nel mio ruolo di assessore spiega Braccialrghe ho cercato di promuovere la cultura per un pubblico il più ampio possibile, facendo della città un polo di attrazione turistica, anche per l'arte contemporanea. Per questo occorre comunicare il prodotto: ma non ci sono soldi. Allora le ipotesi sono due: o si aspetta di sapere con certezza su quanti fondi si potrà contare, ma il rischio è di saperlo troppo tardi, oppure si parte comunque. A questo punto credo che si debba partire comunque, buttando il cuore oltre l'ostacolo: perché un'occasione come quella offerta dal 2015, tra l'Expo milanese, la città capitale dello sport, l'apertura del nuovo Egizio, l'Ostensione della Sindone e il bicentenario di Don Bosco è unica e non facilmente ripetibile ». Seicentomila euro potranno essere ripartiti tra le quattro istituzioni artistiche, che definiranno in anticipo in questo modo buona parte della programmazione annuale, la Città dal canto suo potrà accantonare le risorse di solito impiegate per One Torino, la mostra collaterale ad Artissima, che nel 2015 non ci sarà. «È sull'altra metà che non possiamo ancora contare, perché fino all'ultimo minuto non sapremo quali sponsor accetteranno di finanziarci. È anche vero che, per convincere i privati a intervenire, si deve avere un progetto da proporre. Insomma, è la storia del cane che si morde la coda». Nelle mostre la cui durata coinciderà sia con l'Expo che con la Biennale di Venezia, quest'anno aperta un mese prima le opere saranno scelte dal curatore, in accordo con il comitato dei direttori. Saranno selezionate anche tra quelle conservate nei depositi, un'occasione quindi per conoscere pezzi magari non esposti da tempo. Ma per l'Expo milanese scenderanno in campo anche i privati. Tra i progetti in corso c'è infatti "Arte alle corti", un circuito di palazzi storici nei cui cortili verranno esposte installazioni e sculture fornite da collezionisti e artisti.
Arte, nove mostre per l'Expo 2015. Il Comune in rosso cerca mecenati
A Torino, un progetto di mostre di arte contemporanea, da realizzare dal 1 maggio al 31 ottobre 2015, durante l'Expo milanese, è stato presentato. Il progetto, con un costo complessivo di un milione e duecentomila euro, prevede la partecipazione di quattro istituzioni artistiche e la possibilità di esporre opere dalle collezioni dei musei e delle fondazioni cittadine. La programmazione annuale sarà definita in anticipo dalle quattro istituzioni artistiche, che hanno già formato un gruppo di lavoro composto dai direttori delle istituzioni. La durata delle mostre coinciderà con l'Expo milanese e con la Biennale di Venezia.
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