C'È un tesoretto che vale un miliardo di euro. Un tesoretto che la Regione alla disperata ricerca di fondi potrebbe far suo, applicando una vera spending review e varando una manovra quinquennale per ridurre sprechi e migliorare le entrate. Dal taglio di acquisti per beni e servizi al recepimento di norme nazionali sui costi della politica. Da una vera lotta all'evasione all'eliminazione di auto blu, indennità inutili al personale, affitti d'oro e partecipate-carrozzone. APPALTI E FORNITURE D'ORO La Sicilia non ha mai recepito la norma che obbliga a ricorrere ai prezzi Consip e ai "costi standard" per l'acquisto di beni e servizi. Ogni anno l'amministrazione, comprese le aziende sanitarie, spende due miliardi di euro in questo settore, 500 milioni dei quali con «procedure negoziate senza previa pubblicazione». L'ex commissario Bondi stimava in una cifra intorno al 30 per cento il risparmio derivante dall'applicazione dei costi standard. In Sicilia ridurre la cifra per acquisto di beni e servizi anche solo del 5 per cento porterebbe a un risparmio di quasi 100 milioni all'anno. In cinque anni, mezzo miliardo. L'ufficio dell'energy manager, guidato da Salvo Cocina, ha stilato inoltre un documento, stimando in 27 milioni di euro all'anno il risparmio possibile da forniture di beni per il funzionamento della sola macchina di Palazzo d'Orleans, senza contare la sanità: oggi per ogni dipendente la Regione spende 5.600 euro in pulizie, energia, manutenzioni, telefonia, servizi informatici e materiali di consumo. Applicando i costi standard si potrebbe scendere a un costo per dipendente di 4 mila euro. Risparmio stimato, 135 milioni in cinque anni. Sul fronte sanitario, soltanto adesso con l'assessore Lucia Borsellino si sta facendo un monitoraggio sull'acquisto di beni nelle varie aziende, dalle siringhe ai reagenti per le analisi. Secondo una prima stima, applicando la media dei prezzi nazionali si risparmierebbero subito 30 milioni all'anno, 150 in cinque anni. AFFITTI, AUTO BLU E PARTECIPATE La Regione spende dieci milioni di euro l'anno per locali nei quali lavorano pochissime persone. Mai applicata la norma del decreto Renzi che prevede per ogni dipendente uno spazio massimo di ventiquattro metri quadrati. Con 816 auto blu, inoltre, la Sicilia si piazza in testa alla classifica stilata mensilmente dal ministero della Funzione pubblica, davanti a Campania (545) e Lombardia (498). Palazzo d'Orleans continua a mantenere una ventina di controllate, spesso doppioni oppure inutili. Società dove i direttori, come a Sicilia e-Ricerca, hanno stipendi maggiori di quelli dei colleghi dei dipartimenti regionali. Spa senza una missione chiara, come Sviluppo Sicilia. Una galassia, quelle delle controllate, che in cinque anni è costata alla Regione un miliardo di euro. DIRIGENTI INUTILI E PENSIONI Il governatore Crocetta aveva annunciato un taglio di 400 unità operative, uffici con al vertice un dirigente che guida solo se stesso. La norma però è saltata dall'ultima Finanziaria. Il risparmio sarebbe stato di 12 milioni di euro l'anno, 60 milioni in un quinquennio. Sul fronte pensioni, la Corte dei conti da tempo invoca una riforma del sistema Regione che ormai non si regge più: a fronte di una spesa annua di 630 milioni, le entrate da contributi sono appena di quaranta milioni. I magistrati hanno chiesto di eliminare alcuni privilegi rispetto agli statali: un intervento sul calcolo della pensione porterebbe a risparmi annui che si aggirano intorno ai tre milioni. I GETTONI DEI CONSIGLIERI Mai recepita nell'Isola del tesoro la norma nazionale sui tagli al numero di consiglieri comunali e sui gettoni. A Palermo ci sono i consiglieri comunali più pagati d'Italia: il gettone di presenza per gli inquilini di Sala delle Lapidi è di 156 euro lordi, per un'indennità che può arrivare a 3.029 euro al mese. Quella dei colleghi milanesi si fer- ma a 749 euro, per un massimo mensile di 2.280 euro. Palermo ha 50 consiglieri, due in più di città più grandi come Napoli o Milano. Nei piccoli comuni sotto i tremila abitanti si mantengono dodici consiglieri quando nel resto d'Italia se ne hanno al massimo sei. In Sicilia, se si applicassero i tagli nazionali, salterebbero 1.670 poltrone, per un risparmio di 10 milioni di euro l'anno, 50 in un quinquennio. L'INCREMENTO DELLE ENTRATE Il governo Crocetta non ha mai varato alcuna norma per recuperare parte dei 3,7 miliardi di euro di ruoli non versati da aziende e cittadini. Un recupero di appena il 5 per cento di questa cifra porterebbe nelle casse almeno 200 milioni di euro. Sul fronte delle concessioni demaniali la Regione incassa appena 10 milioni di euro all'anno e non ha mai aumentato le tariffe. Dai suoi musei e siti archeologici la Regione incassa invece quattordici milioni di euro all'anno: quanto il solo sito di Pompei in Campania. Bloccata la gara per l'affidamento ai privati dei servizi aggiuntivi, nei musei non si garantisce nemmeno la pulizia dei locali per mancanza di fondi.
Sanità, affitti, auto blu e spa mangiasoldi Ecco come si potrebbe tagliare un miliardo
La Regione Siciliana ha un tesoretto di 1 miliardo di euro che potrebbe essere recuperato con una vera spending review e varata una manovra quinquennale per ridurre sprechi e migliorare le entrate. La Regione spende 2 miliardi di euro all'anno in acquisti di beni e servizi, 500 milioni dei quali senza procedura pubblica. Ridurre la cifra per acquisto di beni e servizi del 5% potrebbe portare a un risparmio di quasi 100 milioni all'anno. In cinque anni, mezzo miliardo. La Regione spende 10 milioni di euro all'anno per locali inutilizzati e ha 816 auto blu, inoltre, la Regione si piazza in testa alla classifica stilata mensilmente dal ministero della Funzione pubblica.
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