DOPO un anno e mezzo di "limbo", annunci e smentite sulla nomina (per mesi data per imminente) del nuovo direttore, si delinea il futuro del Macro. Che entrerà a far parte di un nuovo polo museale del moderno e del contemporaneo, insieme al Museo di Roma e alla Galleria comunale d'arte moderna di via Crispi. Perdendo, quindi, la sua autonomia. Ciò significa che non avrà più un suo direttore: il nuovo polo sarà, infatti, guidato da un unico dirigente, che informa l'assessorato capitolino alla Cultura «sarà selezionato attraverso un bando per titoli aperto all'interno e all'esterno dell'amministrazione comunale, che verrà pubblicato nei prossimi giorni». La riorganizzazione, approvata dalla giunta il 26 settembre scorso con una delibera sul riassetto delle strutture capitoline, viene salutata come «un grande passo avanti in un percorso che dovrà proseguire per dare ancora più spazio al contemporaneo coordinando nel modo migliore tutte le istituzioni che fanno riferimento all'amministrazione» dalla titolare capitolina della Cultura, Giovanna Marinelli. «Questo nuovo assetto risponde alla necessità di mettere in sinergia i nostri bellissimi musei dedicati al moderno e contemporaneo. Siamo convinti che questo contribuirà al rilancio del Macro, che nasce con una forte vocazione di museo civico» dichiara l'assessore. Ringraziando «la Sovrintendenza e chi (talvolta in condiglierebbe zioni difficili) ha guidato il Macro e il Museo di Roma che hanno raccolto per guardare solo all'ultimo anno centinaia di migliaia di visitatori». E, in effetti, nonostante la difficile situazione economica e l'emorragia di personale, durante i 16 mesi di interim affidato ad Alberta Campitelli il Macro ha registrato un aumento di pubblico. Ma non tutti vedono il suo accorpamento agli altri musei come un passo per il "rilancio": c'è chi nota, infatti, come somi- più a un "declassamento". Sia perché verrà privato di un proprio direttore (figura gerarchicamente superiore al dirigente, per cui più volte il Campidoglio aveva dichiarato di volere un nome «di prestigio»), che perché non è chiaro se manterrà un proprio bilancio autonomo (250mila euro per il 2014). Cosa che, in realtà, ai più pare improbabile, visto il riassetto organizzativo. Per quanto riguarda, invece, il nuovo dirigente, nonostante l'annuncio del bando imminente, le indiscrezioni indicano come possibile nome quello di Federica Pirani, attuale responsabile della Galleria d'arte moderna e delle mostre per la Sovrintendenza. Ma il ruolo farebbe gola a molti e potrebbero esserci numerosi competitor.