NON è passato inosservato il via libera del Consiglio dei ministri a otto nuovi insediamenti di impianti eolici in Puglia, con buona pace del parere contrario delle Soprintendenze ai Beni paesaggistici. L'ha denunciato ieri su "Repubblica" l'archeologo e storico dell'arte Salvatore Settis e, condividendone le preoccupazioni, la Regione ha fatto propria questa Battaglia. È la vicepresidente Angela Barbanente ad assicurare che «la Regione non resterà a guardare silente». In corso di valutazione con l'Avvocatura regionale le eventuali contromosse in tema di ricorsi in sede di Corte costituzionale. «IL PAESAGGIO è un valore costituzionale e fa specie che lo Stato, la presidenza del Consiglio dei ministri, che ha competenza in materia di tutela del paesaggio faccia prevalere l'interesse all'installazione di impianti energetici rispetto alla tutela del paesaggio, sancita appunto dalla Costituzione. Ha fatto bene Settisadenunciarloierisu Repubblica, apartire dal caso del via libera del Consiglio dei ministri agli otto nuovi insediamenti eolici in Puglia. Ma una cosa è certa: la Regione non resterà a guardare silente». È la vicepresidente della giunta regionale, nonché assessore alla Qualità del territorio, Angela Barbanente, a intervenire dopo la denuncia dell'archeologo Salvatore Settis nel suo editoriale Il paesaggio abbandonato senza più tutele. «Chefareseunimpiantoeolico viene a cadere in zona paesaggistica?» si chiedeva ieri lo storico dell'arte, già direttore della Scuola Normale Superiore di Pisa: «Il 19 settembre il Consiglio dei ministri ha emesso il verdetto: "dalla comparazione degli interessi coinvolti, individuati nella tutela paesaggistica e nella produzione di energia rinnovabile nonché nella valenza imprenditoriale ed economica, si considera prevalente l'interesse alla realizzazione dell'opera" emerso nella conferenza dei servizi. Otto delibere - fotocopia prese in un solo giorno (tutte riferite alla Puglia) non lasciano dubbi sull'intenzione del governo: capovolgere la gerarchia costituzionale dei valori, secondo cui la tutela del paesaggio è un «valore primario e assoluto». Via libera allora, nonostante il parere contrario espresso a suo tempo dalle Soprintendenze ai Beni paesaggistici, agli otto nuovi insediamenti eolici nei comuni di Apricena, San Severo, Sant'Agata, Rocchetta Sant'Antonio, Foggia e Orsara, in Capitanata, e Palmariggi, in Salento. «Dovrebbe far riflettere tutti che - incalza la vicepresidente Barbanente - lo Stato smentisca le sue stesse Soprintendenze che pure avevano espresso un parere sfavorevole a questi insediamenti, anche in considerazione degli impatti cumulativi che la produzione di energie rinnovabili in Puglia ha già determinato sugli equilibri paesaggistici sul nostro territorio». Un aspetto non marginale, insiste Angela Barbanente, anche perché «sulla specifica materia delle energie rinnovabili è noto che la Regione Puglia ha sempre avuto una posizione di particolare attenzione alla tutela del paesaggio e, pertanto, le preoccupazioni di Settis ci vedono assolutamente concordi. Che li facciano altrove questi nuovi impianti eolici, in aree non tutelate. Vi è da dire che preoccupa altresì molto la norma del decreto Sblocca Italia che attribuisce alla deliberazione della presidenza del Consiglio dei ministri natura di atto di alta amministrazione, il che sembra sottrarre il diritto di ricorrere non solo all'amministrazione regionale ma anche ad associazioni e ai cittadini che su interessi sensibili, come quelli della tutela del paesaggio, dovrebbero poter avere il diritto di ricorrere». Che fare, allora? «Ci riproponiamo di operare degli approfondimenti, intanto cercando di modificare questa norma nel corso della sua conversione in legge, e poi di valutare in corso d'opera comunque la possibilità di ricorrere in sede di Corte costituzionale. Sulla vicenda, infatti, ho già interessato l'Avvocatura regionale ». Che, in proposito, sta valutando in primo luogo se quegli atti del Consiglio dei ministri possono essere effettivamente qualificati come atti di alta amministrazione o che, invece, così come sembrano apparire sono invece dei provvedimenti amministrativi puri e semplici. È in primo luogo dalla corretta qualificazione di queste decisioni, insomma, che può scaturire la loro eventuale impugnabilità dinanzi alla giustizia amministrativa sia da parte della Regione che dei cittadini. «Anche in tema di energia, lo Stato - conclude Angela Barbanente - ha poi largamente rinunciato al suo ruolo di "regolatore", senza pensare a una pianificazione energetica nazionale che valuti anche il contributo che ciascuna regione dà all'approvvigionamento del Paese. E quello della Puglia, fra rinnovabili e non, è già enorme».