Cominciato l'intervento alla facciata della Cattedrale dopo il distacco di alcune pietre dal campanile Dopo dieci mesi di attesa sono partiti i lavori di restyling della facciata della Cattedrale di Trani, esempio quasi unico di chiesa romanica affacciata sul mare. In particolare, verrà messa in sicurezza e restaurata la parte del campanile, dal quale nel novembre scorso si erano staccati dei pezzi di pietra. L'impalcatura è stata montata, nei giorni scorsi, nella parte del basamento del campanile, che da novembre era transennato per ovvie ragioni di sicurezza. Forse a causa di infiltrazioni provocate dalle piogge, si era staccato un pezzo di pietra appartenente al cornicione dell'ultimo ordine di finestre. A trovarlo, ridotto in frammenti sotto il campanile, era stato proprio il responsabile della Cattedrale, don Nicola Napoletano, che aveva chiesto con urgenza la recinzione dell'area. Un'amara sorpresa per la Soprintendenza, da anni alle prese con lo «sfarinamento» della pietra con cui è stata realizzata (tra l'XI e il XIII secolo) la grande chiesa. La causa è sicuramente legata alla vicinanza al mare: i sali entrano nella pietra e, quando si cristallizzano, la fanno spaccare, con la conseguente formazione di polvere. Il problema, ai tempi della gestione del sovrintendente regionale Ruggero Martines, era stato affrontato con alcuni trattamenti chimici all'interno della basilica. Fuori era stato sconsigliato il trattamento chimico, a causa della vicinanza al mare. Ma la situazione, da diversi anni, viene monitorata costantemente. Fino al distacco di un intero pezzo di pietra dalla zona del campanile. Anche se in questo caso, la causa è sicuramente da attribuire a infiltrazioni d'acqua piovana. Di sicuro, la Soprintendenza ai Beni culturali è dovuta correre ai ripari con interventi specifici, partiti soltanto ieri. In pratica, si è deciso di far passare il periodo estivo per l'inizio dei lavori, dal momento che durante la stagione calda il numero dei matrimoni programmati è altissimo (anche trequattro nella stessa giornata). E le impalcature non sono certo un belvedere nelle foto ricordo degli sposi. Alla direzione della chiesa erano arrivate non poche lamentele di coppie di sposi di fuori regione, che avevano programmato già da tempo le nozze in cattedrale e non ne volevano sapere di impalcature a contorno del giorno più bello della loro vita. I matrimoni però continuano, proprio ieri c'era una celebrazione in corso mentre gli operai stavano lavorando. Ma per ora il portale principale è rimasto immune dall'allestimento dei ponteggi. «Presto però questi interesseranno anche la facciata principale per un'opera di manutenzione e pulizia», spiega don Franco Napoletano. Il monitoraggio della Cattedrale - che dodici anni è nel novero dei «monumenti messaggero di una cultura di pace» dell'Unesco non interessa soltanto pietra e facciata. Dal gennaio scorso questa volta sotto la lente d'ingrandimento della Soprintendenza ai Beni architettonici c'è anche la tettoia, a causa di alcune perdite d'acqua. Per verificare l'esatta causa e il punto delle infiltrazioni dal tetto, a fine gennaio i tecnici di un'impresa incaricata dalla Soprintendenza hanno compiuto una verifica con un drone, un piccolo velivolo a pilotaggio remoto dotato di fotocamera. In pratica, l'intera tettoia del monumento romanico è stata fotografata pezzo per pezzo con questo apparecchio, evitando di allestire ponteggi costosi e invasivi. Stesso sistema usato, qualche tempo fa, anche per Castel del Monte e per Santa Scolastica a Bari.