Da Genova a Bologna, ma anche Firenze. A causa del maltempo diffuso su tutta l'Italia, che ha caratterizzato queste ultime settimane, numerosi sono i Beni Culturali a rischio, che hanno subito danni più o meno gravi. L'ennesimo disastro a Genova è solo l'ultimo di una triste catena di eventi, che purtroppo si vanno ripetendo sempre più spesso. Case, negozi, intere strade allegate. E i Beni Culturali certamente non si sottraggono. Ma come vi anticipavamo, non solo Genova, purtroppo. I crolli a Pompei dovuti alle infiltrazioni e al maltempo appartengono alla cronaca (quasi) quotidiana. DALL'EMILIA ALLE MARCHE - L'altro giorno a Bologna, è crollata una parte di tetto del portico monumentale che conduce alla Basilica di San Luca, proprio a ridosso del santuario. E oggi, il sindaco di Cartoceto, in provincia di Pesaro Urbino ha iniziato un atto di protesta nei confronti del Tar Marche affinché vengano assegnati al suo Comune i fondi dell'8x1000 destinati alla ricostruzione dei Beni Culturali. Un tratto di mura del piccolo paese era crollato con l'alluvione del 2012 e ancora non è stato ricostruito. A Firenze, il Giardino di Boboli riapre domani l'accesso da Porta Romana; in seguito ai danni causati dagli eccezionali temporali del mese scorso, il giardino granducale era stato infatti temporaneamente chiuso ai visitatori. Rimarranno per il momento transennate solo alcune aree, come ad esempio la Fontana dei Mostaccini e il Prato delle Colonne, oggetto di restauro e verifica del patrimonio arboreo, avviato prima dei recenti danni legati al maltempo. Sempre in Toscana, il fango ha invaso in questi giorni anche le Terme di Saturnia. RIPARTIAMOTUTTINSIEME A Genova, salvo l'allagamento dell'area dell'anfiteatro romano di Piazza delle Erbe, dove era stata rimandata l'apertura straordinaria al pubblico per sabato scorso e l'allagamento dell'Archivio di Stato, non sono stati segnalati altri danni. In una nota diffusa da Palazzo Ducale di Genova si legge che il ricavato delle due grandi mostre di questo sabato sarà devoluto a favore degli alluvionati, perché «Fare cultura pubblica significa anche fare delle scelte di solidarietà concreta.» E intanto, nasce la Coalizione per la prevenzione del rischio idrogeologico, un accordo congiunto tra varie istituzioni tra cui anche il FAI (Fondo Ambiente Italiano), Legambiente, Anci, Touring Club Italiano e molte altre.