Lettera aperta al ministro per i Beni culturali Dario Franceschini Roma, 17 ottobre 2014 Signor ministro, sono riprese nei giorni scorsi le notizie di stampa sull'accordo del suo ministero con la società Autostrade per un "progetto di mecenatismo" relativo all'Appia Antica. Già nel luglio scorso avevamo lanciato un appello per denunciare come inaccettabile quell'accordo e, grazie anche al consenso raccolto nei settori dell'opinione pubblica più attenta e informata, avevamo sperato che fosse stato fatto saggiamente un passo indietro. Invece non è così, l'accordo va avanti, e si leggono notizie preoccupanti tra cui quella di un inverosimile svincolo fra la via Cristoforo Colombo e l'Appia Antica. E ciò servirebbe per "far tornare l'Appia Antica a uno stato decoroso". Ma di che si parla? L'Appia Antica è lo spazio archeologico meglio gestito d'Italia, dove la Soprintendenza ha salvato dal cemento Tor Marancia, ha accresciuto il patrimonio culturale acquistando e rendendo disponibili vaste proprietà, ha seguito una politica di equilibrio perfetto tra tutela, ricerca e valorizzazione. Queste cose che i giornali spesso non sanno, a lei, signor ministro, sono note. Le è noto che l'Appia Antica non ha bisogno di "progetti di mecenatismo", un ossimoro truffaldino: il mecenate è colui che finanzia la realizzazione di interventi di tutela progettati da chi esercita la tutela non colui che progetta e realizza propri interventi, talvolta addirittura sostenuti da finanziamenti pubblici. L'Appia Antica ha bisogno soprattutto che sia universalmente accettata e riconosciuta la prevalenza dell'archeologia su tutti gli altri interessi, a cominciare purtroppo da quelli del parco regionale che soprattutto in questi mesi non sembra agire in sinergia coi valori fondamentali della tutela archeoloigica. Concludiamo ripetendo quanto avevamo scritto nel luglio scorso, e cioè che intendiamo contrastare con determinazione questo accordo decisamente al ribasso, penalizzante per l'archeologia, fra Beni culturali e società Autostrade in nome di Antonio Cederna, l'uomo al quale si deve la salvezza dell'Appia Antica, strada da lui definita importante "come il Partenone". Vittorio Emiliani, Comitato per la bellezza Vezio De Lucia, Associazione Ranuccio Bianchi Bandinelli Marco Parini, Italia Nostra Desideria Pasolini dall'Onda Alberto Asor Rosa Edoardo Salzano, eddyburg Anna Maria Bianchi, Carte in Regola Cristiana Mancinelli Scotti, Salviamo il paesaggio Gaia Pallottino, Coordinamento residenti Città storica Pier Giacomo Sottoriva, Fondazione Roffredo Caetani di Sermoneta Marisa Dalai Emiliani Maria Pia Guermandi Fernando Ferrigno Lucinia Speciale Nino Criscenti Sara Parca Gigliola Fioravanti Antonio Pinelli, Professore emerito di Storia dell'Arte moderna, Università degli Studi di Firenze Paolo Baldeschi Sauro Turroni Maria Teresa Filieri, Direttore Fondazione Centro Studi Ragghianti di Lucca
Lettera aperta al ministro per i Beni culturali Dario Franceschini
Il ministro per i Beni culturali Dario Franceschini è stato criticato per un accordo con la società Autostrade per un "progetto di mecenatismo" relativo all'Appia Antica. L'Accordo prevede un inverosimile svincolo tra la via Cristoforo Colombo e l'Appia Antica. L'Appia Antica è uno spazio archeologico meglio gestito d'Italia, dove la Soprintendenza ha salvato dal cemento Tor Marancia e ha seguito una politica di equilibrio tra tutela, ricerca e valorizzazione. Il mecenate è colui che finanzia la realizzazione di interventi di tutela progettati da chi esercita la tutela.
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