«Quel ponte sarà un elemento strategico per fare della Fortezza Vecchia la porta culturale della città». Non ha dubbi Serafino Fasulo: la nuova struttura pronta entro novembre avrà una importanza fondamentale per rilanciare arte e turismo, ma anche il commercio e l'interesse dei livornesi per uno dei luoghi più affascinanti del litorale toscano. «Ogni facilitazione per l'accesso in Fortezza è benvenuta - sostiene l'assessore alla cultura - così come ogni forma di visibilità dei nostri monumenti è da sostenere. Questa città - sottolinea - deve riuscire a conciliare le proprie esigenze quotidiane con una visione più ampia e una riflessione sul suo modo di presentarsi». Secondo Fasulo il ponte galleggiante sarà «un ingresso prezioso non solo per i cittadini, ma anche per i turisti, che oggi devono essere considerati una linfa vitale per Livorno, in un momento in cui sia a livello locale che nazionale non si fa altro che parlare di crisi». «Anche un ponte - prosegue - è strategia. Se ragioniamo solo in termini personali - dice ricordando le polemiche sollevate dai circoli nautici sul ponte mobile - si perde di vista il bene comune». Poi rivela: «Stiamo lavorando con l'Autorità Portuale e con altri soggetti, come gli operatori turistici e commerciali, ed eventuali sponsor, per proporre una serie di iniziative che restituiscano al nostro lungomare il prestigio che merita, a partire proprio da alcuni eventi in Fortezza, ma coinvolgendo anche l'area che si estende fino alla Bellana e poi alla Terrazza Mascagni». Fasulo ritiene «inconcepibile che un tratto di lungomare sia adibito a parcheggio (il riferimento è al tratto di controviale Italia, ndr), quando potrebbe ospitare stand e eventi vari. Ma è chiaro - precisa l'assessore - che se vai a toccare quella zona incontrerai le proteste di chi è solito parcheggiare lì. Eppure tutta l'area deve essere oggetto di una riflessione importante, perché dalla Fortezza Vecchia potrebbe snodarsi un percorso paesaggistico e culturale unico in Italia. La Fortezza - ripete Fasulo - deve essere un luogo di approdo, ma anche un punto dal quale si dipanano percorsi verso il mare, il centro e il quartiere Venezia. Può e deve essere la porta culturale di Livorno - conclude - oltre che un contenitore in cui si conserva la memoria storica della città».