Dall'edificazione in epoca romana al Seicento quando furono inglobate nel convento, poi la «liberazione» nel 1932 e adesso il rischio ferrovia Quelle dell'Indirizzo sono le uniche terme della Catania romana arrivateci nella loro interezza e, proprio per questo, tanto più significative. Terme piccole, costruite a ridosso del porto. Un edificio dalla storia complessa e affascinante ora ricostruita e raccontata nel libro a più voci «Le Terme dell'Indirizzo di Catania» curato da Maria Grazia Branciforti, archeologa e direttrice del «Museo ARCHEOLOGICo» di città. Il volume - che sarà presentato oggi giovedì, alle 16,30, nella chiesa di San Francesco Borgia in via dei Crociferi - è edito dall'assessorato regionale ai Beni culturali grazie ai fondi del gioco del lotto con i quali, su progetto della dott. Branciforti, è stato finanziato lo scavo ARCHEOLOGICo, il restauro del monumento, i lavori per renderlo fruibile e la pubblicazione del materiale informativo, inclusi i pieghevoli che raccontano la storia del sito in italiano, inglese, spagnolo, tedesco e francese. Depliant che saranno distribuiti gratuitamente non appena le terme saranno riaperte al pubblico, cioè quando saranno effettuati i lavori per realizzare una garitta per i custodi e per la biglietteria, i servizi igienici, il sistema di sorveglianza e l'illuminazione di cui il monumento è privo. I lavori richiederanno qualche mese di tempo e si spera che la sovrintendenza - cui, dopo la riforma che ne ha modificato l'articolazione funzionale, compente questo intervento - li inizi quanto prima. La parte dei lavori effettuati sotto la direzione del Parco ARCHEOLOGICo sono già stati effettuati tra il 2012 e il 2013. Si tratta di un intervento e di uno studio multidisciplinare volto a mettere in luce il monumento antico e il suo contesto romano, medievale e moderno. Lo scavo - spiega la dott. Branciforti - ha interessato soprattutto l'area esterna che era stata indagata, in piccola parte, negli anni Ottanta, dalla sovrintendenza di Siracusa. Qualche piccolo saggio è stato effettuato anche all'interno delle terme. Si tratta di scavi effettuati con un rigoroso metodo stratigrafico che ha messo in evidenza l'esistenza di una strada, che corre diagonalmente rispetto al monumento, ma parallela alle mura cinquecentesche e al loro interno. Una strada della quale sono stati individuati diversi piani in terra battuta, indice di una lunghissima frequentazione, probabilmente già in periodo normanno e poi attraverso i secoli fino al grande terremoto del 1669. E' stato individuato anche un lacerto di muro romano messo in relazione con l'edificio termale. Grazie allo scavo e ai rilievi effettuati, e dunque allo studio dei sistemi di circolazione dell'aria e dell'acqua calda, si è capito quale fosse la funzione dei singoli ambienti - calidarium, tiepidarium, frigidarium - finora non definita in mancanza di elementi di identificazione. Inoltre si è provveduto a riparare le numerose lesioni del monumento, in particolare sulle volte. Il libro - che sarà distribuito nei siti archeologici di città - racconta la storia di questo monumento attraverso i contributi di vari studiosi e con un linguaggio comprensibile anche ai non specialisti. La parte archeologica è scritta da Maria Grazia Branciforti, che ha curato anche l'edizione del volume, in collaborazione con Agata Taormina, il rilievo è stato eseguito dagli architetti Cinzia Parrinello e Angelo Marletta che, a partire da questo, hanno effettuato lo studio sia del funzionamento termale sia della trasformazione del monumento nei secoli fino alla costruzione, nella prima metà del Seicento, del monastero carmelitano di Santa Maria dell'Indirizzo all'interno del quale le terme sono state inglobate. Il convento crollò con il terremoto del 1669 e fu ricostruito. Espoliato con l'Unità d'Italia, fu adibito a scuola. Infine, nel 1932 si avviò un intenso dibattito per la liberazione delle terme e, dunque la demolizione di parte del convento e la ridefinizione dello spazio esterno, e per la realizzazione di una scuola moderna, allora scuola Rione Municipio, oggi Vespucci. Una storia, ricostruita attraverso notizie d'archivio recuperate con uno studio certosino a Catania, a Roma e a Parigi e grazie ai documenti e alle foto rintracciate dalla dott. Anna Bombace, archeologa. L'ultimo capitolo del libro, e non è un caso, è dedicato al rapporto tra le terme dell'Indirizzo e la ferrovia: il racconto del modo in cui la zona si è trasformata, in peggio, quando nell'Ottocento fu attraversata dalla ferrovia. Chiaro monito a non aggravare ulteriomente la situazione con i paventati interventi di raddoppio della linea ferrata contro cui la sovrintendenza e la città si è opposta fieramente e che potrebbero ritornare in campo con il controverso decreto «Sblocca Italia». 16102014
SICILIA - CATANIA. Beni culturali da riscoprire
Riassunto in 200 parole:
Il libro "Le Terme dell'Indirizzo di Catania" è stato pubblicato dall'assessorato regionale ai Beni culturali e racconta la storia di questo monumento termale romano. L'edificio è stato costruito nell'epoca romana e successivamente inglobato nel convento di Santa Maria dell'Indirizzo nel Seicento. Nel 1932, le terme furono liberate e adesso sono state ricostruite e restaurate. Il libro è curato da Maria Grazia Branciforti, archeologa e direttrice del Museo ARCHEOLOGICo di città, e racconta la storia del sito attraverso i contributi di vari studiosi.
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