Il "Comitato no Pua" ha illustrato ieri la denuncia presentata alla Procura di Catania sul Pua (Piano Urbanistico Attuativo) Catania Sud. «Prima dell'approvazione definitiva da parte del Cru - si legge in un comunicato - vi sono stati vari passaggi amministrativi che hanno permesso il proseguimento del progetto: la riperimetrazione dell'Oasi, le prescrizioni dell'Enac sui vincoli aeroportuali, la decisione della Regione di non assoggettare il progetto a Vas, la mancanza di un piano PAESAGGISTICO, la poca attenzione alla relazione del Pai rispetto al rischio esondazioni, la scarsa attenzione alla relazione del Ingv sull'alto rischio sismico, l'avvenuta modifica della mappe delle masserie storiche scomparse nel progetto definitivo e, per ultimo, il mancato rispetto delle finalità del patto, che aveva come fine la riqualificazione del litorale. La velocità con cui l'amministrazione Bianco e il Cru ha "liquidato" le osservazioni, le opposizioni e le note del Comitato e di altre associazioni, e l'assoluta mancanza di un confronto seppur ufficialmente richiesto, la pervicacia con cui si è voluti giungere all'approvazione del Pua ci hanno lasciati sempre perplessi». Il comunicato prosegue con personali considerazioni e si conclude con la nomina a difensore dell'avvocato Goffredo D'Antona, del Foro di Catania. Immediata la replica dell'assessore all'Urbanistica, Salvo Di Salvo; «Riguardo al Pua sento pronunciare, nei confronti dell'Amministrazione, critiche non solo ingenerose ma anche prive di qualsiasi fondamento. È falso che non ci sia stato alcun confronto sul Pua: abbiamo recepito osservazioni giunte da Ordini professionali e da tecnici così come da associazioni, comitati e società civile. E non vi è stata alcuna pervicacia nel giungere all'approvazione del Pua. Semmai, ci sarebbe da spiegare a certi comitati come confrontarsi non significhi subire i diktat da parte di più o meno consistenti gruppi di militanti, ma semmai dialogare con loro secondo le regole della democrazia. E queste passano dall'individuazione di un bene comune autentico, capace di contemperare le esigenze di tutti i cittadini e non soltanto di quelli che sanno strillare più forte. Dunque, riguardo al Pua, assoluta trasparenza e istituzione di un protocollo di legalità che sarà attuato svolgendo un controllo stringente, anche con l'aiuto della Prefettura, su ogni singolo progetto e azienda. Tutto questo sarà attuato non appena il Pua passerá ogni definitivo controllo». 1210201