Nel mirino i fondi triplicati all'Orchestra da camera fiorentina I CON TRI BU TI LA NUOVA ripartizione del Fus, il fondo unico per lo spettacolo del Ministero dei Beni Culturali, fa discutere le istituzioni concertistiche fiorentine. C'è chi sale (l'Ort, la Scuola di Musica di Fiesole, la Camerata di Prato, il Cantiere internazionale d'arte di Montepulciano), c'è chi scende (gli Amici della Musica, a dispetto dell'altissima qualità dei concerti e della portata storica dell'istituzione), chi rimane stabile (come la prestigiosissima Accademia Musicale Chigiana di Siena) e chi ha ottenuto uno zero tondo tondo, come MaggioFormazione e Nuovi Eventi Musicali, associazione composta perlopiù da giovani e che proprio nel tessuto musicale giovanile opera. «Il maestro Giuseppe Lanzetta colpisce ancora» si commentava dunque ieri nei corridoi della classica fiorentina dopo la notizia dei fondi triplicati all'Orchestra da Camera Fiorentina (120 mila euro rispetto ai 48 mila del 2013), facendo riferimento alla proverbiale capacità del direttore d'orchestra napoletano nel perorare la sua causa sia alle istituzioni locali (Comune soprattutto) che a quelle nazionali (a cominciare proprio dal ministro dei beni culturali Franceschini) e ai privati (in prima fila c'è da anni l'Ente Cassa di Risparmio di Firenze). Nulla da dire sul meritorio lavoro di diffusione della musica, sulla popolarità del progetto messo su da Lanzetta, sull'opportunità concessa a fiorentini e turisti di assistere a concerti a prezzi stracciati in luoghi di alto interesse storico, talvolta con ospiti di comprovato valore. L'oggetto del dibattito è casomai la resa qualitativa, che Lanzetta difende, e anche il ministero gli riconosce: secondo gli esperti invece non è sempre costante. Intanto, qualcuno ha fatto sentire la propria voce mettendo in dubbio i criteri di ripartizione del Fus, e chiedendo più chiarezza.