L'ARTE della seduzione. Ne parlano imprenditori, ricercatori, banchieri, politici, dal sindaco Nardella la presidente della Toscana Rossi, e perfino attori, vedi Leonardo Pieraccioni. Ieri in Confindustria, per rendere la Toscana sempre più attrattiva per gli investimenti esteri che, rivela il Censis, l'80 degli imprenditori locali invoca perché più vitali. Se la Toscana ha resistito alla crisi meglio degli altri, dice il presidente di Confindustria Toscana Pacini, è merito dell'export cresciuto nel 2014 del 6,3 rispetto allo stesso periodo 2013. « Più 23 negli anni della crisi», rincara l'ad di Mps Fabrizio Viola secondo cui la cosa migliore che possano fare le banche per dare una mano è «fare bene le banche». Secondo Pacini «dobbiamo portare il contributo al pil delle multinazionali dall'1,6 al 3». Bisogna, è opinione comune, valorizzare qualità e competenze che esistono, come ricorda il presidente del Pignone Massimo Messeri citando l'acquisto del Pignone da parte di GE «che potrebbe testimoniare al mondo come investendo un dollaro su qualità e sinergia con il territorio se ne facciano due e da due si passi a quattro e avanti così». E ancora, tra le doti poco sfruttate, i brand famosi, il know how delle piccole imprese che è, secondo, Laurent Sansoucy, direttore dell'azienda di consulenza OCO Global, il primo fattore di attrazione di capitali esteri, le eccellenze artigianali che non si sa perché non si riuniscano in un brand riconoscibile, si domanda la ricerca Confindustria Toscana - Klaus Davi che propone di attrarre 10 milioni di visitatori l'anno con musei dedicati di prodotti, come i Musei Gucci e Ferragamo. Fabrizio Monsani, responsabile del Comitato per le multinazionali di Confindustria Toscana, parla di un Manifesto in cui Comune, Regione, Associazioni imprenditoriali, Università scrivano cosa vogliono fare per attrarre investimenti. I quali si arresteranno senza «certezza delle regole senza di cui non solo gli stranierei ma nemmeno noi possiamo programmare», avverte Ferruccio Ferragamo. Mentre Francesca Lusini, presidente del gruppo Peuterey, propone «semplificazione burocratica, relazione università-impresa, credito». Raccomanda «più «consapevolezza nell'affrontare il mercato globale», Karl-Heinz Hofer , vice presidente del gruppo Gucci. «Tutte cose interessanti commenta Pieraccioni - ma ditele come Renzi che ha fatto banco perché parla tre ottave sopra gli altri». Ditele a noi, consiglia Rossi: «La Regione c'è. Se avete dei problemi cercheremo di risolverli insieme». E, comunque sia, la Toscana non è male, ricorda la Regione, visto che gli investimenti esteri sono passati dai 300 milioni l'anno del 2005-2010 ai 400 del 2011 -l 2013, più il 30 nonostante la crisi: 1,5 miliardi di valore e 3.350 posti di lavoro.