CERTALDO Michelangelo Buonarroti in Valdelsa potrebbe aver lasciato non uno ma bensì 2 suoi affreschi in gioventù all'età di 20 anni. Se da un lato va avanti ormai da molti anni il dibattito sulla Pietà di Michelangelo, ospitata nella chiesa di Santa Maria a Marcialla, paese diviso in due fra Certaldo e Barberino Val D'Elsa, adesso nelle stanze al primo piano di Palazzo Pretorio nel borgo medievale compare un affresco che riporta la medesima firma: "MB". Una firma che sta facendo discutere da anni a Marcialla e che proprio a fine agosto lo stesso vicesindaco di Barberino aveva nuovamente sollevato l'attenzione: «Siamo aperti agli studiosi che vorranno venire a studiarlo». Il dipinto certaldese raffigura una donna, vi sono alcune diciture in latino e poi si scorge la firma che ha improvvisamente acceso il dibattito. Ma probabilmente in questo percorso di studi e analisi da parte degli esperti si rende obbligatoria una seconda tappa a Certaldo, dove potrebbe esserci la stessa mano, quella di Michelangelo Buonarroti. Quali sono le certezze del passaggio di Michelangelo in Valdelsa? Nel 1495 venne ospitato a Marcialla: accettò la protezione dell'ordine religioso degli Agostiniani. Fra i più importanti studi a livello internazionale sulle opere giovanili di Michelangelo si segnala l'americano Robert Schoen. Si evidenzia l'anatomia dei 2 ladroni che compaiono ai lati della scena (quello a destra potrebbe essere un autoritratto) e per le somiglianze dello stile a opere e disegni giovanili dell'artista. Ora una nuova firma, quella di Certaldo, tutta da decifrare. Il dipinto non è in buone condizioni, però quella firma non lascia spazio a dubbi, è la stessa di Marcialla. Cosa raffigura, cosa rappresenta, è un vero mistero così come per Marcialla perchè la firma tanto discussa venne scoperta solo nel 2005. Dietro una pietra dell'altare spostata per caso, ha spiegato un ex chierichetto, comparvero delle lettere. Non solo studiosi americani ma anche del luogo dono convinti dell'attribuzione della Pietà all'artista. Si tratta dell'associazione Francesco e Andrea da Barberino, guidati dall'ex farmacista di paese, Elsa Masi. Per capire se vi possa essere un nesso tra le due opere, capire se veramente vi possa essere il sigillo di Michelangelo si cercano le carte in Soprintendenza e negli archivi vescovili: una semplice ricevuta potrebbe fugare ogni dubbio. In centinaia i turisti che nel corso degli anni hanno affollato i locali di Palazzo Pretorio sono passati davanti a quel dipinto, ignari di una firma che potrebbe appartenere a Michelangelo. A Marcialla non ci sono dubbi e i cittadini sono orgogliosi di far vedere ai curiosi quella firma: «Lui ha voluto ringraziare gli Agostiniani per l'ospitalità con questo affresco». Magari Michelangelo non si è fermato a Marcialla, è sceso a Certaldo, a Palazzo Pretorio, una delle sedi maggiori del poter del vicariato e ha voluto lasciare così la sua indelebile firma. Fra le 'firme' italiane c'è anche quella del critico d'arte Ettore Bagnoli che avvalora gli studi americani e dà la paternità dell'opera a Michelangelo. In passato anche Sgarbi ha visitato Marcialla negando però che si possa trattare di Buonarroti
Spunta a Certaldo un dipinto che porta dritto al Buonarroti
In Valdelsa, nel comune di Certaldo, è stato scoperto un affresco che potrebbe essere opera di Michelangelo Buonarroti, creato all'età di 20 anni. Il dipinto, che raffigura una donna con alcune diciture in latino, porta la firma "MB" e ha scatenato un dibattito tra gli studiosi. Il dipinto è stato scoperto nel 2005, quando un ex chierichetto ha trovato una pietra dell'altare spostata e ha scoperto delle lettere. La firma è stata analizzata e gli studiosi ritengono che possa essere opera di Michelangelo. Altri studiosi, come Robert Schoen, hanno analizzato l'anatomia dei ladroni presenti nella scena e hanno trovato somiglianze con le opere giovanili di Michelangelo.
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