MOLTI CUSTODI HANNO RAGGIUNTO IL TETTO DEL LAVORO FESTIVO: LA VOLPES INSERISCE SE STESSA NELLA SQUADRA DELLA ZISA, I SINDACATI PROTESTANO I CUSTODI superano il tetto dei festivi e così la soprintendente, si mette di turno per la sorveglianza notturna domenicale. Salvo poi non presentarsi e lasciando i due lavoratori a guardia di un sito "che denuncia il CobasCodir ha concreti problemi in termini di sistema di sicurezza". Il caso risale al weekend appena trascorso. La soprintendente è quella di Palermo, Marilena Volpes e il sito con vigilanza "h 24", lo splendido Castello della Zisa. Ma da Caltanissetta ad Agrigento, da Catania a Messina, il problema di fare quadrare turni, aperture e vigilanza dei siti archeologici e museali anche nei festivi interessa un po' tutte le soprintendenze e rischia di esplodere nuovamente dopo l'Sos dell'estate. Già, perché nonostante gli assistenti museali in Sicilia siano quasi mille e quattrocento con mille regionali e quattrocento dipendenti circa di Sicilia ausiliari servizi i siti da custodire sono 112 "e 90 fa i conti Michele D'Amico del CobasCodir con sorveglianza h 24 per cui servono almeno sei squadre di lavoro al giorno, formate da tre persone ciascuno". Così dal museo di Caltanissetta all'area archeologica di Selinunte, al museo di Caltagirone il problema di assicurare le apertura festive potrebbe presto ripresentarsi. "Siamo al limite", dice ancora D'Amico. E Antonio Casano della Fp Cgil, conferma "la necessità di riavviare le trattative sul contratto per normalizzare una volta e per tutte la situazione". Di certo c'è che in varie parti dell'isola nei prossimi giorni si terranno riunioni tra i vertici delle sovrintendenze e i sindacati sull'articolo 37 del contratto di lavoro, ovvero quello delle turnazioni. Una delle ipotesi, già prospettata dall'Aran è quella di prevedere la possibilità per i custodi di un tetto limite fino al 50 per cento dei festivi e non più fino ad un terzo così come è stabilito oggi dal contratto regionale del comparto. "Il 50 per cento dice Casano consentirebbe di equipararci a quanto previsto nazionalmente e di avere una marcia in più per risolvere il problema". Oggi ogni custode non può fare più di otto domeniche al mese e non può lavorare oltre ad un terzo dei giorni festivi. Ovvero cinquantadue domeniche, più le tredici festività nazionali, tra cui Natale, Capodanno e Pasqua pagate, naturalmente di più. Un limite che, secondo i sindacati, sarebbe già stato superato in molti siti. Non solo, in molti di questi, i custodi avrebbero continuato a lavorare. Seguendo la disposizione fatta ad agosto dal dirigente generale Giglione ai sovrintendenti: "Utilizzare il personale su base volontaria". E poi c'è il caso del Castello della Zisa. "Quanto è successo a Palermo dice il coordinatore regionale del Cupas (custodi del patrimonio siciliano che aderisce al sindacato) non va sottovalutato. Episodi di questo tipo possono persino pregiudicare l'incolumità dei lavoratori in servizio. Il comportamento della soprintendente è anomalo ma il fatto grave è che alla fine non si sia presentata, lasciando i due colleghi da soli e disattendendo l'accordo sottoscritto col Dipartimento lo scorso anno e recepito dal contratto integrativo".
SICILIA - Stop agli straordinari, la soprintendente nel turno di vigilanza
La soprintendente di Palermo, Marilena Volpes, ha lasciato due custodi senza sorveglianza notturna al Castello della Zisa durante i festivi, non presentandosi come previsto. Il problema di fare quadrare turni, aperture e vigilanza dei siti archeologici e museali in Sicilia è già stato superato in molti siti, con i custodi che lavorano oltre il limite stabilito dal contratto di lavoro. I sindacati chiedono di riavviare le trattative sul contratto per normalizzare la situazione e di prevedere un tetto limite per i festivi, come il 50% anziché il 33%. Il problema potrebbe ripresentarsi nei prossimi giorni con riunioni tra le sovrintendenze e i sindacati.
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