BARROSO si interrompe un attimo: «Qui l'acustica è splendida». Poi riparte. «Vengo per la prima volta in visita ufficiale - aggiunge il presidente della Commissione europea - con ammirazione e orgoglio. Con ammirazione per un sito straordinario. Con orgoglio perché siamo riusciti, Europa e Italia, a unire le forze per preservare questo gioiello della cultura». Da Barroso arriva un richiamo più dolce, se paragonato a quello decisamente più drastico del commissario Hahn nel luglio scorso. Ma è pur sempre un richiamo al rispetto dei tempi. Termine ultimo per spendere i 105 milioni del grande progetto Pompei è il 31 dicembre del 2015. Un progetto da 75 milioni di euro ai quali vanno aggiunti i 30 milioni garantiti dal governo italiano. Al momento questa è la situazione illustrata in una serie di slide. Su 55 interventi previsti, 25 sono stati banditi e, di questi, sono stati attivati 14 cantieri. La spesa effettiva rendicontata è di appena due milioni e mezzo di euro. «Il piano d'azione che il commissario Hahn ha firmato a luglio con il governo italiano - ha sottolineato Barroso - indica l'urgenza dell'intervento. Con uno sforzo straordinario ci siamo impegnati a riparare i danni causati dalla natura, dal tempo e dalla negligenza. Tutto denaro ben investito. Il successo del progetto Pompei permetterà non solo di preservare la bellezza della cultura degli antichi romani, ma contribuirà anche allo sviluppo economico e ispirerà progetti simili nell'Italia meridionale». Durante la visita agli Scavi, Barroso era scortato da un folto corteo guidato dal presidente della Regione Stefano Caldoro, dal sovrintendente Massimo Osanna e dal direttore generale del grande progetto, Giovanni Nistri. Terme stabiane, Foro, Casa del Fauno i siti più apprezzati. «I dati forniti dal sovrintendente Osanna e dal commissario Nistri sull'andamento dei lavori - ha commentato il presidente Caldoro al termine della visita - sono tutti positivi e rassicuranti. Con Barroso abbiamo avuto una lunga e utile discussione sullo stato d'attuazione del progetto Pompei e sull'importante opera di monitoraggio continuo svolto dalla Commissione europea. Assieme abbiamo fatto tante cose con il commissario Hahn, che è venuto qui più volte in visita, e credo che avere oggi il presidente Barroso sia il coronamento di questo nostro impegno. Certo, i ritardi ci sono stati e derivano dai meccanismi troppo lenti della macchina burocratica del nostro paese. Questo è evidente, bisogna snellire le procedure., ma si sta recuperando e il dato fondamentale è che questa accele- razione dimostra che abbiano visto giusto. Siamo stati coraggiosi e abbiamo fatto bene a concentrare grandi sforzi e anche nostre risorse nel progetto Pompei». «L'impatto potenziale dei fondi strutturali riservati all'Italia - ha aggiunto in serata Barroso - è molto alto. Nel complesso i fondi strutturali e gli investimenti dell'Unione europea contribuiscono allo sviluppo economico dell'Italia e alla creazione di posti di lavoro, specie nel Sud. Stiamo parlando, complessivamente, di circa 44 miliardi di euro nel periodo 2014-2020». Da Roma è arrivato anche un commento di Dario Franceschini, ministro dei Beni culturali, che negli ultimi mesi è stato più volte in visita agli Scavi: «Ringrazio il presidente Barroso. Le sue parole, dopo la visita a Pompei, sono un importante riconoscimento del lavoro che stiamo portando avanti per rispettare i tempi concordati con l'Unione europea nell'utilizzo dei fondi del Grande Progetto».
Barroso incantato dal gioiello Pompei
Il presidente della Commissione europea, Barroso, ha visitato gli Scavi di Pompei e ha espresso ammirazione per il sito e orgoglio per il fatto che l'Europa e l'Italia abbiano lavorato insieme per preservare la cultura. Il progetto Pompei, che richiede 105 milioni di euro, ha un termine ultimo per la spesa il 31 dicembre 2015. Barroso ha sottolineato l'urgenza dell'intervento e ha detto che il successo del progetto permetterà di preservare la bellezza della cultura e contribuirà allo sviluppo economico. La visita è stata guidata dal presidente della Regione Stefano Caldoro, dal sovrintendente Massimo Osanna e dal direttore generale Giovanni Nistri.
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