«IL PRESIDENTE della Commissione europea, José Manuel Barroso, ha riconosciuto che su Pompei stiamo lavorando bene e rispettando i tempi». Apre così il ministro dei Beni culturali, Dario Franceschini, il convegno al teatrino di Corte di Palazzo Reale per i trent'anni di "Napoli Novantanove". Franceschini ha poi annunciato che parte da Napoli il progetto "Opere d'arte nelle scuole": «Porteremo le opere d'arte in classe e la prima sarà la Madonna di Costantinopoli di Mattia Preti, in una scuola napoletana. Facciamo girare le nostre opere, spesso ossessivamente, nelle mostre ma ora mandiamole a scuola». Un progetto inserito nel protocollo d'intesa firmato a maggio con il ministero dell'Università e rivolto alla promozione della conoscenza del patrimonio culturale italiano. «Portare un'opera d'arte a scuola sottolinea il ministro è un modo concreto e simbolico per riavvicinare ed educare gli studenti alla grande bellezza del nostro patrimonio culturale». Franceschini ha ricordato l'impegno del governo di reintrodurre lo studio della storia dell'arte nelle scuole: «La riforma della scuola segnerà il ritorno della storia dell'arte e non sarà più un'ora residuale». «Qui ha sottolineato Mirella Barracco, fondatrice di Napoli Novantanove si è sviluppato un modello di politica culturale in cui la collettività è stata protagonista, un modello esportato in tutta Italia». Per l'occasione la Barracco ha ricevuto una targa inviata dal presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, e una mail dall'ex presidente convalescente, Carlo Azeglio Ciampi, dispiaciuto per non essere presente "a un compleanno importante per la diletta città di Napoli".