«Non ho dato indicazioni sulla data di conclusione del cantiere». Il rettore dell'Università di Sassari Attilio Mastino ha ricevuto dal Ministero la richiesta di chiarimenti e ha comunque risposto, dando la massima disponibilità per un incontro. Molto chiara e netta, invece, la posizione di Mastino su un altro dei temi caldi sollevati in merito ai Giganti di Mont'e Prama: la possibilità che una statua possa essere portata anche nella penisola ed essere esposta durante una manifestazione di grande richiamo. Il riferimento all'Expò di Milano, idea peraltro lanciata dal deputato Pierpaolo Vargiu (Riformatori), e che non è avversata da Mastino. Il quale ricorda, però, come «L'idea del Museo del Betile, dal governatore Soru che peraltro aveva trovato i fondi per rimettere assieme gli oltre 5000 frammenti recuperati a Mont'e Prama potrebbe dare una casa comune ai Giganti». Per i quali lo stesso Mastino auspica unicità: «Anche a Cabras, ma ritengo fondamentale mantenere unito il corpus». (si.se.) di Simonetta Selloni wCABRAS «Faccio mie le considerazioni del rettore Attilio Mastino: mi auguro che si prosegua in fraternità, amicizia, scienza». L'archeologo Raimondo Zucca fa esercizio di diplomazia in quella che sembrerebbe diventata una guerra sulla titolarità degli scavi a Mont'e Prama. Terra di Giganti e polemiche, dopo l'annuncio del sottosegretario al ministero dei Beni culturali e Turismo, Francesca Barracciu, sull'imminente avvio di una campagna di scavi che sarà direttamente gestita dal Ministero. Dopo le presa di posizione del deputato Mauro Pili (Unidos), arriva quella di Ugo Cappellacci. L'ex presidente forzista della Regione, esprime la preoccupazione su quello che definisce «Il tentativo di relegare in un angolo le Università di Cagliari e di Sassari, che finora hanno risolto un ruolo fondamentale, per concentrare ogni iniziativa nelle mani della burocrazia romana». Alla burocrazia romana intanto scrive il rettore Mastino, dopo aver ricevuto una richiesta sui tempi di conclusione del cantiere attualmente in corso. A rigor di logica, non appare credibile che il cantiere ministeriale possa fare tabula rasa dell'equìpe di archeologi, geologi, esperti di bioarcheologia e antropologi sardi, nel quadro di una evidente necessità di continuità nel percorso di scavo. Ma qualche timore serpeggia ed è quindi necessaria la chiarezza su questo punto, tenuto conto del patrimonio di conoscenze degli archeologi che studiano Mont'e Prama e ci lavorano da 35 anni; ancora di più, visti i risultati conseguiti. Da maggio sono stati estratti altre due statue, frammenti, individuate nuove tombe. Chiariamo lo stato dell'arte. A Mont'e Prama è operativo il cantiere del Ministero, finanziato dalle Università di Cagliari e Sassari (250mila euro), e che il 2 maggio hanno firmato un accordo, con le Soprintendenze ai beni archeologici di Cagliari e Oristano, il Consorzio Uno, il Comune di Cabras e il ministero della Giustizia (per il carcere di Massama). In base a questo accordo, hanno la condirezione le Soprintendenze (Alessandro Usai e Emina Usai), e le Università di Cagliari ( Gaetano Ranieri ) e Sassari (Paolo Bernardini, Piergiorgio Spanu e Raimondo Zucca). Il nuovo cantiere nascerà con i fondi erogati nel 2009 da Arcus Spa, ente strumentale del ministero, fatto fuori dalla spending review di Monti: un ente defunto che però garantisce 700mila euro, di cui 200mila per Mont'e Prama (e 500mila per Tharros). L'appalto è stato aggiudicato in via provvisoria a una ditta di Reggio Emilia il 6 agosto: ora, tra Durc, certificazione antimafia e quel che prevede il Codice degli appalti, occorrerà tempo per l'aggiudicazione definitiva. La ditta si avvarrà di archeologi e si muoverà sulle linee tracciate dalla Soprintendenza. Detto questo, buonsenso e logica indicherebbero una continuità in un lavoro che pone Mont'e Prama al centro della comunità scientifica mondiale e sul quale è logico l'intervento del Ministero. Nel segno della continuità per la quale dimostrano disponibilità sia Mastino che Zucca. E se nulla per ora è deciso, è evidente che il rischio sarebbe quello di disperdere un patrimonio di esperienze che così come i Giganti travalica certamente i confini dell'isola.