TIVOLI «Coesione fra tutte le forze vive della Nazione. Questo è quello che predico ormai da sei anni in Italia, da una parte all'altra». Il richiamo è di Carlo Azeglio Ciampi che ieri, a Villa Gregoriana, non si è limitato a portare la sua presenza e a scoprire una targa ricordo di questa visita, in occasione della riapertura, ma ha voluto evidenziare che la collaborazione tra tutte le istituzioni è fattore importante di crescita e che ci deve essere una continuità di partecipazione fra le autorità pubbliche di Governo e amministrative di ogni livello e di ogni colore politico insieme alle imprese private e ai cittadini. Un presidente tornato a Tivoli dopo cinque anni per inaugurare, dopo il restauro di Villa d'Este, quello di Villa Gregoriana anche se il cuore di Ciampi e della signora Franca, splendidamente, ieri, accanto al marito, batte ancora per Villa Adriana meta di tante gite domenicali della famiglia quando i figli erano ancora piccoli. Villa, quest'ultima, che sembra aver stregato anche il ministro Buttiglione che nel suo intervento al teatro Giuseppetti, nel secondo appuntamento della giornata, ha recitato, in latino, il canto di Adriano per Antinoo. Ma per Villa Gregoriana, ieri, era tutta l'attenzione. Un recupero, come ha sottolineato il sindaco Marco Vincenzi ringraziando il presidente Ciampi per l'onore della visita, che restituisce alla città un altro patrimonio importante e che piano piano sta portando Tivoli verso il riconoscimento di Patrimonio dell'Umanità dopo l'iscrizione, nell'elenco, già di due suoi monumenti: Villa Adriana e Villa d'Este. Il grande parco voluto nel 1835 da Papa Gregorio XVI per salvare proprio la cittadina dalla forza delle acque dell'Amene e dalle catastrofiche e cicliche inondazioni, da parecchi anni in stato di abbandono, avrebbe con difficoltà trovato nuova vita. Se, infatti, non ci fosse stata una piccola, caparbia e grande donna, Giulia Mozzoni Crespi, presidente del Fondo per l'Ambiente Italiano che scommettendo sulla sensibilità di un gruppo bancario, l'Unicredit presieduta da Carlo Salvatori avesse accettato la sfida. Progetto raccolto e fatto proprio, con aiuti concreti, anche da altre associazioni (tra le altre Arcus e Arpai), imprenditori e quella schiera di amici del Fai che a Villa Gregoriana, da Romiti a Billè sono venuti a fare testimonianza. Ma non sono mancati i rappresentanti del Governo, insieme a Buttiglione erano presenti il vicepresidente del Senato Fisichella, il ministro Lunardi, i senatori Barelli e Gasbarri. Il presidente della Provincia di Roma Gasbarra e il neo presidente della Regione Lazio, Marrazzo, come l'assessore provinciale Vita ha ricordato più tardi anche al teatro Giuseppetti, si sono fatti carico di portare avanti il progetto di Tivoli città dell'Unesco oltre all'idea della costituzione di una fondazione per Tivoli città d'arte che raccolga le sinergie che potranno venire dai soggetti pubblici e privati e per Villa Gregoriana Marrazzo ha confermato l'impegno di dare alla Villa e alle sue acque un depuratore. E al ministro Buttiglione la presidente del Fai ha voluto rivolgere alla fine un ringraziamento e due appelli: un ringraziamento per aver cancellato la norma del silenzio assenso sugli interventi nel patrimonio culturale e gli appelli per non permettere più che il patrimonio che rende unica la nostra nazione venga messo in mano private e per dotare le soprintendenze di mezzi e uomini. Il ministro convinto, come ha ribadito, che la fruizione dei beni culturali debba diventare patrimonio comune e di crescita ha lanciato poi, proprio da Tivoli, la sua proposta per, in tempi brevi, arrivare ad una legge che metta in atto una "archeologia preventiva". «Con i mezzi tecnologici di cui disponiamo - ha detto il ministro - sarà possibile prima di progettare opere o scavare per realizzarle, capire cosa si potrebbe trovare sotto».